Noi non ci siamo pressoché mai occupati di quanto è successo
quest’anno fuori dal campo. Adesso tutti puntano l’indice contro Juan Carlos
Trujillo, quando c’è da parlare male, o comunque da criticare (anche a cielo
aperto) quasi nessuno si tira indietro, men che meno coloro che in passato
hanno occupato una seggiola dietro la scrivania. In tempi sicuramente migliori,
questo è l’unica cosa di cui si possono vantare.
Sparare a vista non è bello, dove erano questi signori
quando Pablo Bentancur aveva deciso di ‘cedere’ la
società? Non lo sappiamo. Qualcuno di loro si è fatto avanti?
Lunedì dopo la partita, Giuseppe Sannino non si è presentato
ai giornalisti che avrebbero voluto sentire un’ultima volta la sua ‘voce’. Non
tanto per le sue argomentazioni sulla partita, persa una volta di più con
quattro ‘pappine’ sul groppone (era già successo, c’è stato anche di peggio),
quanto per un suo congedo, per dirla in francese, ‘en souplesse’. Doloroso o
caloroso ha un’importanza relativa. Ci si aspettava che l’ex tecnico della
Serie A (!) agisse con reattività e convinzione nei riguardi di quei pochi
colleghi (giornalisti, intendiamo) che lo hanno sempre seguito, standogli per
di più sempre vicini. Stupisce che non sia rimasto fedele al suo modo di essere
e di comportarsi con stile.
Per una volta, parlando di Trujillo e Sannino, abbiamo
voluto usare la penna su questi aspetti. Sottili fin che si vuole ma
importanti.
(Foto Filippo Zanovello)