I numeri sono impietosi:
quattro partite e tre sconfitte. L'alibi che si era solo all'inizio
di stagione si può derubricare. Il Lugano ha problemi e difetti
evidenti. Croci-Torti, dopo l'eliminazione di Coppa, era arrabbiato,
ma era convinto che i suoi sarebbero stati in grado di reagire. I
bianconeri hanno una debolezza strutturale. Il tecnico sottolinea che
“la prestazione
difensiva non è stata all'altezza”, ma non si riferisce ai
singoli ma a “tutta la squadra”. La disamina è chiara,
manca la volontà e la forza di “vincere i duelli”. Il
canovaccio pare sempre lo stesso: il Lugano tiene la palla, tira
anche in porta, ma non segna e manifesta una fragilità del reparto
arretrato preoccupante. L'allenatore è perentorio: “Giocare
difensivamente in questa maniera non è accettabile”.
L'avversario segna con troppa facilità e concede troppe occasioni.
Croci-Torti si riferisce a tutti e sostiene che nel “calcio le
partite si vincono non prendendo gol”. E ora? Bisogna reagire e
tentare una riscossa, è necessario “riuscire a tenere la testa
alta”. Si prendono gol, non se ne fanno e allora svanisce “la
convinzione”. “Dare l'anima non basta”, si tratta di
mettere in campo “qualcosa in più”. Nessuno si aspettava
un simile debutto, e il tempo di analizzare in profondità non c'è, tra qualche si
rigioca ancora. E serve vincere, assolutamente.
FC LUGANO

Lugano, bisogna dare di più