Il suo nome è Sven Andrighetto, e tutti sappiamo chi è. L’anno
scorso ha vinto il campionato (back to back) con lo Zurigo, ma anche
la Champions con più goal (10), punti (22), nominato MVP e
conquistato l’argento mondiale solo perso all’overtime. Un uomo
in missione, un fenomeno dell’hockey svizzero che ha conosciuto la
NHL con Montréal e Colorado, e la KHL con l’Avangard di Omsk.
Gemello di Malgin, come altri (si pensi alle carriere di Omark ed
Harju nuovamente assieme nella quinta Lega svedese per timbrare 6
punti a testa al debutto), oppure in passato Weinhandl e l’ex
Lugano Mårtenson, Andrighetto non ha avuto fin qua una buona
stagione. 14 partire giocate sulle 24 dello Zurigo (con soli 3 goal)
a causa di un infortunio, il giocatore dell’anno per la IIHF stenta
a carburare e lo Zurigo ne risente. Ieri l’eliminazione dalla
Champions negli ottavi per mano del KalPa Kuopio, in campionato lo
ZSC è quinto nel gruppone dietro al Davos. Già a fine 2022 Sven
aveva riportato un infortunio ad un polso che ne aveva pregiudicato
la stagione (e dunque il mondiale 2023 saltato), c’è da
preoccuparsi? No. Perché è normale che Andrighetto (al pari
di altri compagni nei quadri della nazionale, come Malgin o Kukan)
questa stagione abbia meno “fame” col proprio club. Un’Olimpiade
alle porte, il Mondiale in Svizzera (e nella propria pista). Un
infortunio ad inizio stagione. Impossibile avere la testa
“solo”’ nello ZSC. Ma statene certi, più la stagione
“avanzerà”, e più ritroveremo il vero Sven.
(Foto
PostFinance/Marcel Bieri)