John Slettvoll ha
oltrepassato gli 80 anni. E ieri sera ha visto perdere il suo Lugano.
Ma poco importa. Dici Slettvoll e il cuore dei tifosi bianconeri vibra
ancora, palpita forte, e via a ricordi che la memoria ricostruisce
con precisione. Era il tempo dell'età dell'oro. La storia è stata
scritta, per l'hockey ticinese e per quello svizzero. Che cos'è la
nostalgia? Un afflato puro che rende sollievo, è un legittimo
sentimento quando non è preda del rammarico, riconcilia e porta
sollievo. Sembra passata un'eternità, perché lo sport corre sempre
più veloce, non aspetta, il futuro diventa sempre più presente. L'umano ha bisogno di identità, che è in continua evoluzione, e si
basa sul passato. Lugano, Slettvoll, Mantegazza, Senni e tanti
giocatori hanno ancora una potente forza evocativa. È lo sport che
l'immaginario collettivo lo scolpisce in maniera indelebile e
duratura. Erano gli anni Ottanta spensierati e leggeri. Il futuro era
speranza. Prevaleva l'ottimismo e la fiducia. La felicità è legata
al desiderio di rivivere momenti passati, ma il tempo procede in
linea retta e non in cerchio. Purtroppo.
HOCKEY SVIZZERO
Erano bei tempi