HC AMBRÌ PIOTTA
Nell'Ambrì qualcosa è cambiato...
Pubblicato il 22.11.2025 06:36
di Cristiano Perli
Si è scritto e detto tanto della vittoria dell’Ambrì in terra grigionese, contro il Davos primo della classe e che in classifica ha fatto il vuoto alle spalle.
Ne hanno scritto anche personaggi che di hockey se ne intendono, come Marco Maffioletti proprio qui, su Contropiede.
Tutti con disamine articolate e decisamente interessanti. La mia, forse, potrà apparire meno profonda, ma è senza dubbio molto diretta: “Abbiamo avuto fortuna”. Per non dire altro…
Sì, per una volta la dea bendata ci ha assistito. Certo, la partita è stata magistrale e le inevitabili poche sbavature concesse non sono state decisive. Soprattutto nel terzo tempo, la capolista, ha dimostrato perché si trova lì in classifica, schiacciandoci per un buon quarto d’ora.
Ma questa volta la Dea bendata, che in altre occasioni ci aveva voltato le spalle, è stata dalla nostra parte: basterebbe vedere il rocambolesco gol del pareggio di Zaccheo Dotti per rendersene conto.
Allora è stata solo fortuna? No, ovviamente quella da sola non basta. Qui c'è dell'altro.
Tra l’Ambrì di Cereda e quello del duo Matte-Landry c’è una differenza importante: adesso gli stranieri offensivi girano molto meglio.
Difficile capire come mai prima no e adesso sì: sono i misteri dell’hockey probabilmente.
Stasera alla Gottardo Arena arriva il Rapperswil  (ieri battuto in casa dal Ginevra), che dopo un gran inizio di stagione, rischia di uscire dalla zona playoff.
Tocca a noi dargli il colpo di grazia, anche perché con una vittoria, rientreremo nei primi dieci. Insomma, mica poco.
(Zaccheo Dotti, nella foto Ticishot-Simone Andriani)