Dopo ben 5 (!) giorni è arrivata la decisione in merito a Dario Simion. Per il suo scontro con il portiere dello Zugo Genoni, il 31enne si è visto appioppare due turni di squalifica e una multa di 4'000 franchi. La decisione a mio avviso è sproporzionata. Nemmeno rivedendo la scena per una decina di volte si riesce a capire la mano pesante del giudice unico. Dal video sembra evidente l'intenzione di Simion di evitare e di limitare il contatto nel limite del possibile. Leonardo Genoni nella circostanza pure non sembra esente a sua volta “da colpe”. L’estremo difensore è uscito in maniera un po’ leggera e non ha fatto nulla per proteggersi. Il portiere, seppur tutelato dal regolamento, quando lascia la sua area di porta deve essere pronto a difendersi adeguatamente e avere gli occhi aperti. Genoni con la sua grandissima esperienza sapeva a cosa andava incontro e che si stava prendendo un rischio. Il punto d’impatto poi non sembra essere alla testa, nonostante la "deduzione" comparsa nel comunicato inerente alla decisione.
Da quando si può usare una deduzione per affibbiare una pena? Dario Simion è un giocatore che non ha mai superato i limiti e noto per la sua correttezza. In tutta la sua carriera non era mai incappato in una penalità di partita e non aveva certamente l’intenzione di mettere in pericolo la salute di Genoni. I due oltretutto insieme hanno vinto tanto, sia con lo Zugo che con la Nazionale.
Marc Wiegand, l’arbitro che ha inflitto la penalità disciplinare, ha un passato da portiere. Forse a causa di questo suo vissuto ha usato la linea dura nei confronti dell’attaccante.
Ieri un massimo esperto di arbitraggio, ancora attivo nel mondo hockeistico, ci diceva che l’intervento di Simion era da punire con 2’ di penalità e nulla di più. Insomma, ognuno ha la sua opinione.
La cosa che dà più fastidio, in fin dei conti, è che prima di arrivare a comunicare una decisione siano passati così tanti giorni. È inconcepibile in un mondo che va sempre più veloce e con i metodi di comunicazione attuale.
Da quando si può usare una deduzione per affibbiare una pena? Dario Simion è un giocatore che non ha mai superato i limiti e noto per la sua correttezza. In tutta la sua carriera non era mai incappato in una penalità di partita e non aveva certamente l’intenzione di mettere in pericolo la salute di Genoni. I due oltretutto insieme hanno vinto tanto, sia con lo Zugo che con la Nazionale.
Marc Wiegand, l’arbitro che ha inflitto la penalità disciplinare, ha un passato da portiere. Forse a causa di questo suo vissuto ha usato la linea dura nei confronti dell’attaccante.
Ieri un massimo esperto di arbitraggio, ancora attivo nel mondo hockeistico, ci diceva che l’intervento di Simion era da punire con 2’ di penalità e nulla di più. Insomma, ognuno ha la sua opinione.
La cosa che dà più fastidio, in fin dei conti, è che prima di arrivare a comunicare una decisione siano passati così tanti giorni. È inconcepibile in un mondo che va sempre più veloce e con i metodi di comunicazione attuale.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)