Alla fine, parlando del Milan, si ritorna sempre lì: la coperta è corta. Fofana, per dire, è stato a volte criticato: tuttavia, sul secondo gol del Torino è apparsa evidente la sua assenza, così come nella prestazione balbettante, a inizio gara, della retroguardia, con Tomori ingenuo nell'azione del rigore, e Pavlović che si fa passare il pallone sotto le gambe, in occasione del raddoppio di Zapata.
Dopodiché, va detto che la squadra, grazie all'esperienza di Modrić e Rabiot, ha ritrovato carattere e compattezza, sufficienti a venire a capo di un Torino che, del resto, avevamo già visto in grande difficoltà contro il Como, un paio di settimane fa. Certamente, c'è voluto il Pulisic di questo periodo, che pure attaccante non è, per ribaltarla, con la complicità di una difesa granata tutt'altro che irreprensibile. E come la Fiorentina, anche i ragazzi di Baroni dovranno stare attenti, perché la classifica è tutt'altro che rassicurante, anche se la linea è distante 4 lunghezze e, alla vigilia, non era considerata questa la gara dove fare punti.
In definitiva, del Milan non si riescono a dire cose diverse da quelle affermate in passato: l'undici di Allegri è davanti, ma il cielo sopra Milanello è tutt'altro che azzurro. Nelle prossime ore verrà valutato l'infortunio di Rafa Leão ma, nella tribuna stampa dello stadio di Torino filtrava pessimismo. In tutto questo, Nkunku è ancora un oggetto misterioso, e l'assenza di una prima punta di ruolo si sente. Il primo posto può inebriare il tifoso, ma il cronista, che ha visto il Napoli contro la Juventus e l'Inter che ha superato il Como, non può che prendere atto della differente profondità delle rose. Si dirà che i rossoneri giocano solo in campionato; tuttavia, come dimostra il campo, gli infortuni sono comunque una variabile presente. La parola passa quindi all'ineffabile Furlani: gennaio è alle porte, e qualche soldo in cassa c'è, anche se sono già state messe, manco a dirlo, le mani avanti. Attenzione, però perché, con questa coperta corta, il quarto posto non è certo scontato: Max Allegri potrebbe non bastare.
Dopodiché, va detto che la squadra, grazie all'esperienza di Modrić e Rabiot, ha ritrovato carattere e compattezza, sufficienti a venire a capo di un Torino che, del resto, avevamo già visto in grande difficoltà contro il Como, un paio di settimane fa. Certamente, c'è voluto il Pulisic di questo periodo, che pure attaccante non è, per ribaltarla, con la complicità di una difesa granata tutt'altro che irreprensibile. E come la Fiorentina, anche i ragazzi di Baroni dovranno stare attenti, perché la classifica è tutt'altro che rassicurante, anche se la linea è distante 4 lunghezze e, alla vigilia, non era considerata questa la gara dove fare punti.
In definitiva, del Milan non si riescono a dire cose diverse da quelle affermate in passato: l'undici di Allegri è davanti, ma il cielo sopra Milanello è tutt'altro che azzurro. Nelle prossime ore verrà valutato l'infortunio di Rafa Leão ma, nella tribuna stampa dello stadio di Torino filtrava pessimismo. In tutto questo, Nkunku è ancora un oggetto misterioso, e l'assenza di una prima punta di ruolo si sente. Il primo posto può inebriare il tifoso, ma il cronista, che ha visto il Napoli contro la Juventus e l'Inter che ha superato il Como, non può che prendere atto della differente profondità delle rose. Si dirà che i rossoneri giocano solo in campionato; tuttavia, come dimostra il campo, gli infortuni sono comunque una variabile presente. La parola passa quindi all'ineffabile Furlani: gennaio è alle porte, e qualche soldo in cassa c'è, anche se sono già state messe, manco a dirlo, le mani avanti. Attenzione, però perché, con questa coperta corta, il quarto posto non è certo scontato: Max Allegri potrebbe non bastare.