Stavolta è davvero finita. Ancora pochi mesi e il mitico Julien Sprunger riporrà i pattini e il bastone in cantina. A pochi giorni dal suo 40esimo compleanno il Capitano del Friborgo ha dato l’annuncio tramite i canali del club burgundo. Non è evidentemente un fulmine a ciel sereno, ma fa comunque effetto la notizia. Il classe 1986 è una vera icona. “24 stagioni in cui ho potuto vivere il mio sogno da bambino”, così si è espresso l’attaccante, il quale ha aggiunto che “è stato un privilegio poterlo vivere”.
Già, Sprunger dal 2002, un secolo fa hockeisticamente parlando, è sempre stato l’emblema e l’orgoglio di un intero cantone. A differenza di tante altre bandiere o presunte tali, alcune con addirittura il numero ritirato...non ha mai cambiato la sua seconda pelle, rinunciando ad altre esperienze e tante offerte decisamente ben remunerate, preferendo sempre il suo Gottéron. Avrebbe potuto guadagnare di più altrove e soprattutto vincere dei titoli. Nulla di tutto questo, per contro si è garantito tutto l’amore e il rispetto assoluta da parte della sua gente. E questo non ha prezzo. Chapeau e assoluto rispetto per un gladiatore, uno scorer, un talento puro, più forte anche delle varie commozioni cerebrali patite nella lunga carriera. Rimangono ancora alcuni mesi per tentare di finire con l’apoteosi e il tanto sospirato titolo. Ce la farà? Poco importa in fondo, anche senza l’incoronazione Sprunger rimarrà sempre il Re di Friborgo.
Già, Sprunger dal 2002, un secolo fa hockeisticamente parlando, è sempre stato l’emblema e l’orgoglio di un intero cantone. A differenza di tante altre bandiere o presunte tali, alcune con addirittura il numero ritirato...non ha mai cambiato la sua seconda pelle, rinunciando ad altre esperienze e tante offerte decisamente ben remunerate, preferendo sempre il suo Gottéron. Avrebbe potuto guadagnare di più altrove e soprattutto vincere dei titoli. Nulla di tutto questo, per contro si è garantito tutto l’amore e il rispetto assoluta da parte della sua gente. E questo non ha prezzo. Chapeau e assoluto rispetto per un gladiatore, uno scorer, un talento puro, più forte anche delle varie commozioni cerebrali patite nella lunga carriera. Rimangono ancora alcuni mesi per tentare di finire con l’apoteosi e il tanto sospirato titolo. Ce la farà? Poco importa in fondo, anche senza l’incoronazione Sprunger rimarrà sempre il Re di Friborgo.
(PostFinance/KEYSTONE/Juergen Staiger)