La Saslong, in tutte le sue versioni, non è sicuramente la pista più
entusiasmante del Circo Bianco. Tuttavia, probabilmente solo qua si
può vedere il numero 29 di pettorale, che oggi rispondeva al nome
del ceco Jan Zabystran (prima atleta ceco ad aggiudicarsi una prova
di Coppa del mondo, tra l'altro), arrivare davanti allo sciatore più
forte del momento, fin lì saldamente in testa, seppure per soli 22
centesimi di secondo. Marco Odermatt, però, all'arrivo non perde il
sorriso, anche se è stato costretto ad abbandonare il gradino più
alto del podio: "Sì, sono soddisfatto della mia
prestazione. Del resto, si sa: qui cambiano le condizioni di
illuminazione sulla pista, quando c'è il sole, la neve diventa più
scorrevole, e chi parte dopo può magari godere di condizioni
migliori, e vincere la gara. In ogni caso, un podio non è mai
banale: sto bene, ho lavorato molto sia con la bicicletta che con la
fisioterapia:" ll secondo miglior rossocrociato è stato
Stefan Rogentin, che ha chiuso in ottava posizione, a 71 centesimi
dal vincitore. Più indietro, Alexis Monney (dodicesimo, con 0”81
di ritardo). Justin Murisier ha dovuto incassare 1”27 dal
battistrada, chiudendo al 23° posto: non una buonissima prestazione
per lui, che non ha ancora la certezza di fare parte degli atleti
sezionati per le Olimpiadi. Il friborghese compagno di squadra ha
accolto invece bene la dodicesima piazza, lui che è partito col
pettorale numero 15, l'ultimo del primo gruppo: "Dovremo
analizzare bene le varie fasi della discesa, rivedendola a video. C'è
sempre da migliorare". Peccato, invece, per Franjo Von
Allmen, secondo dietro Odi ieri, caduto sul punto più traditore
della pista gardenese ma, per fortuna, senza conseguenze. Buona
la prestazione, invece, degli azzurri, con Giovanni Franzosi che è
salito sul podio, staccato 37" dal vincitore, e con un immenso
Christof Innerhofer il quale, a 41 anni compiuti due giorni fa, ha
festeggiato con un incredibile sesto posto. Abbiamo raccolto le sue
impressioni a fine gara: "Il mio punto forte è che non
ho paura di allenarmi. A questo giro, però, non posso che
ringraziare il Gruppo Sportivo della Guardia Di Finanza, che mi ha
supportato a tutti i livelli, facendomi testare diversi materiali, in
modo da poter trovare la miglior combinazione possibile per fare
bene". Gli abbiamo detto, scherzando, che assieme a
Luka Modrić è il miglior testimonial di come l'età possa non
essere uno ostacolo insormontabile per gareggiare ad altissimi
livelli: "In effetti, è bellissimo. Tuttavia, nulla
arriva per caso: dietro c'è tanto impegno, lavoro, allenamento. E,
soprattutto, la voglia e la consapevolezza di poter fare bene.
Dopodiché, tante volte mi sono sentito a credito, perché al grande
lavoro fatto non seguivano i risultati attesi; tuttavia, giornate
come quella di oggi ti ripagano di tutti i sacrifici".
(foto S. P.)