Non ho messo la sveglia per vedere (gratis su Netflix) quella farsa come ho dipinto da più settimane tra Jake Paul e Anthony Joshua. Un po’ tutti alla fine sono facilmente arrivati alla mia stessa conclusione dopo aver visto un dilettante senza esperienza e tecnica farsi umiliare e rompere la mascella in due punti diversi. Però, dopo vari pensieri ed un primordiale rifiuto a scrivere un pezzo, da specialista del settore ho deciso di non tacermi. Per dire cose diverse. La prima: nonostante la pessima figura di Paul la sua MVP sui social sta vendendo l’incontro come “epico” e lodando Paul. Cosa aspettarsi da uno Youtuber ed un mondo ipocrita che punta solo a far cassetta mobilitando le grandi masse incolte della boxe? Così usati i social sono pericolosi. Secondo: c’è da “tirarsela” per aver fratturato la mascella in due punti diversi? La boxe non è far male o subire ad ogni prezzo. È tecnica, confronti tra pugili competitivi e non la ricerca tramite iperbole di assomigliare ad un film. Che resta tale. Non è Rocky per intenderci. Dove muoiono Apollo, Micky, Hulk Hogan fa il “figo” e Paul si veste come lui. Rocky sono caricature degli estremi, ma nella vita lo sport è altro. Pessimo insegnamento da parte di Paul. Terzo: nessuno ne parla, ma c’è un uomo furbo come un furetto che fa soldi a palate. Il promoter Eddie Hearn. Indossa la bandiera irlandese per la sua Taylor e quella britannica per il suo Joshua. Fa affari da 3 anni con Paul, simula la parte della vittima con i suoi atleti, incassa centinaia di milioni e se la ride sempre sul ring. Diabolico. Quarto: Tyson rischiò la morte per un’ulcera fulminante, poco dopo salì sul ring contro Paul. Zero messaggi di sicurezza e di valore della vita ai giovani. Quinto: la cronaca di Paul-Joshua è stata penosa, piena di spot ridicoli per promuovere Paul, con il solito Ariel Helwani a vendere il ghiaccio ai pinguini con le sue ridicole e pompose interviste. Per tanto così basta far commentare all’IA e ciao ciao mestiere critico e professionale dei giornalisti.
Vado avanti? No. Non se lo meritano. Ma si meritano tutti questi personaggi (Paul, Hearn, Tyson, Joshua, Taylor, Serrano,…) di sapere che le parole più ricorrenti sui loro tanto amati social sono “circo e clown”. A cui ne aggiungo altre molto importanti. Sicurezza, credibilità, promozione della vera boxe, insegnare ai giovani pugili che sei hai una smart non corri in F1. Col rischio di morire. Amo Rocky. Perché è un film. La vita non lo è. Avranno i milioni in banca. Ma saranno sempre una pagina triste della storia della boxe. Dello sport.
Vado avanti? No. Non se lo meritano. Ma si meritano tutti questi personaggi (Paul, Hearn, Tyson, Joshua, Taylor, Serrano,…) di sapere che le parole più ricorrenti sui loro tanto amati social sono “circo e clown”. A cui ne aggiungo altre molto importanti. Sicurezza, credibilità, promozione della vera boxe, insegnare ai giovani pugili che sei hai una smart non corri in F1. Col rischio di morire. Amo Rocky. Perché è un film. La vita non lo è. Avranno i milioni in banca. Ma saranno sempre una pagina triste della storia della boxe. Dello sport.