Il 6 giugno 2019 Rocco Commisso compra la Fiorentina per 170 milioni di dollari. Sei anni dopo, il bilancio è da barzelletta: tre stagioni a salvarsi all’ultima giornata o giù di lì, quattro finali perse su quattro. Zero titoli, zero crescita. Lo slogan era “fast, fast, fast”. Il risultato? Abbiamo un piede e mezzo in Serie B.
Commisso ama il calcio. Ok. Ma ne capisce di calcio? I dubbi sono legittimi. Appena arrivato, ha tolto potere a Giancarlo Antognoni, simbolo di Firenze e dirigente competente, per darlo dapprima a mister Cosmos Joe Barone e poi ad un manager che fino a ieri si occupava di supermercati. Parlo di Alessandro Ferrari, oggi direttore generale viola (che disgrazia, ndr), che prima faceva comunicazione per Esselunga. Perfetto per scrivere un comunicato stampa, inadeguato per gestire una squadra di Serie A. Ma Commisso ci crede: “Cresciamo dall’interno”, ha dichiarato. Sì, dall’interno di un disastro annunciato.
Ferrari va rimesso al suo posto, alla comunicazione. E come responsabile del club va messo un vero uomo di calcio. Competente. E il nome che circola, l'ex Juventus Fabio Paratici, potrebbe essere quello giusto per un rilancio. Incrocio le dita perché firmi al più presto.
I segnali di questo tracollo societario e tecnico? Le quattro dimissioni in quattro anni e mezzo. Cesare Prandelli scappa nel 2021 con una lettera che sembra un necrologio calcistico. Gennaro Gattuso nominato e silurato in due settimane, senza neanche firmare il contratto: un capolavoro! Raffaele Palladino saluta nel 2025 dopo il record di punti dell'era Commisso, il sesto posto e la qualificazione in Europa, in una stagione di continue tensioni con Daniele Pradé. E infine lo stesso Pradé, che dopo aver buttato quest'estate 90 milioni per fare una squadra da ultimo posto, decide che è meglio mollare tutto e tornarsene a Roma. Un circo.
Ecco, l'estate 2025. Ma cos'è successo? Pradé ha speso 90 milioni per Piccoli, Sohm, Fagioli (conferma), Gudmundsson (conferma), Gosens (conferma) e Lamptey. Tutti i big rimangono a Firenze. C'è grande euforia generale. Ma Antonio Cassano avverte: puntare su Pioli è un errore. Reduce dall’Arabia, si sente un fenomeno, invece è bollito. La superbia porta Pioli a litigare pubblicamente con Allegri, che non inserisce la Fiorentina tra le squadre da Champions. Arroganza infinita, zero risultati. Un fallimento tecnico senza precedenti.
Il resto è il film horror di queste ultime settimane: alcuni giorni dopo le dimissioni di Pradé viene licenziato pure Pioli ed assunto Paolo Vanoli. Commisso è sempre bloccato dalla malattia negli USA (e ci sono voci che lo indicano addirittura in sedia a rotelle, ndr). Ferrari fa il DG e Roberto Goretti viene nominato DS, ma nessuno dei due ha le capacità per sostenere il nuovo allenatore nella svolta tecnica.
In campo ci vanno i giocatori, ma se la proprietà è assente, la dirigenza è improvvisata e l’allenatore in declino (Pioli) o abbandonato a sé stesso (Vanoli), il risultato è uno solo: il caos. Lo spogliatoio è spaccato, la squadra allo sbando, i tifosi umiliati.
La Fiorentina oggi è il manuale di come bisogna fare per distruggere un club. Soldi spesi? Molti. Idee buone? Poche. Risultati? Solo sofferenza. E se il finale sarà la Serie B, complimenti a tutti!