Ci sono statistiche e statistiche: alcune sono da
prendere e buttare letteralmente nel cestino, poi ce ne sono altre che fanno
riflettere, che dicono tanto Quella mostrata ieri sera da Skysport, dopo la partita del Milan a Cagliari, ha a dir poco incredibile: per
ben 12 (!) volte la squadra di Allegri ha fatto gol al primo tiro in porta. Se
non è record mondiale, poco ci manca.
Un caso? Probabilmente no. Questo Milan, che anche ieri ha vinto tirando in porta pochissimo, ma subendo ancora meno, è diventata una squadra allegriana a tutti gli effetti. E non si parla soltanto del “corto muso” con cui si vincono le partite o eventualmente i campionati, no, qui si intende la concentrazione e l’umiltà con cui si affrontano le partite, una vera filosofia calcistica.
Il Milan non ha vergogna a chiudersi dietro, ad aspettare gli avversari e a soffrire quando la partita lo obbliga a farlo. Spesso accade nel primo tempo, quando gli avversari hanno gambe ed energia e i rossoneri non hanno la capacità di diventare padroni della partita. Allegri lo sa e ne fa tesoro.
Inesorabilmente, con il passare dei minuti, la partita cambia, il Milan cresce e gli altri perdono un po' di freschezza.
Ed è lì che il Milan colpisce, con la lucidità di chi fino a quel momento non ha speso troppe energie e che sa che quel gol farà la differenza nell’economia della partita.
Faceva fatica con le squadre “piccole” ma ultimamente vince anche contro di loro: le “big” le ha battute quasi tutte e allora questo Milan, che ha la grande fortuna (per modo di dire) di poter giocare una volta sola a settimana, diventa un cliente scomodo per tutti.
Non è il più forte e nemmeno quello che gioca meglio, ma appunto perché ne è cosciente, potrebbe diventare un cliente scomodo per tutti.
Un caso? Probabilmente no. Questo Milan, che anche ieri ha vinto tirando in porta pochissimo, ma subendo ancora meno, è diventata una squadra allegriana a tutti gli effetti. E non si parla soltanto del “corto muso” con cui si vincono le partite o eventualmente i campionati, no, qui si intende la concentrazione e l’umiltà con cui si affrontano le partite, una vera filosofia calcistica.
Il Milan non ha vergogna a chiudersi dietro, ad aspettare gli avversari e a soffrire quando la partita lo obbliga a farlo. Spesso accade nel primo tempo, quando gli avversari hanno gambe ed energia e i rossoneri non hanno la capacità di diventare padroni della partita. Allegri lo sa e ne fa tesoro.
Inesorabilmente, con il passare dei minuti, la partita cambia, il Milan cresce e gli altri perdono un po' di freschezza.
Ed è lì che il Milan colpisce, con la lucidità di chi fino a quel momento non ha speso troppe energie e che sa che quel gol farà la differenza nell’economia della partita.
Faceva fatica con le squadre “piccole” ma ultimamente vince anche contro di loro: le “big” le ha battute quasi tutte e allora questo Milan, che ha la grande fortuna (per modo di dire) di poter giocare una volta sola a settimana, diventa un cliente scomodo per tutti.
Non è il più forte e nemmeno quello che gioca meglio, ma appunto perché ne è cosciente, potrebbe diventare un cliente scomodo per tutti.