Il Lugano rialza immediatamente la testa dopo la controprestazione
di Bienne sfatando anche il tabù Friborgo, sconfitto per la prima volta in stagione.
A far notizia, prima dell’ingaggio d’inizio, è stata l’esclusione per scelta
tecnica di Mike Sgarbossa e la relegazione a settimo difensore di Connor
Carrick, il quale è sceso sul ghiaccio per poco meno di 12’, ingigantiti
soprattutto dal forfait di Calle Dahlström dal secondo tempo in avanti. Il tecnico
Tomas Mitell ai microfoni di TeleTicino ha motivato la decisione con la volontà di dare un volto diverso
alla squadra, senza badare alla nazionalità del singolo giocatore.
Difficile dire se il coach svedese abbia usato il bastone
per la prima volta da quando siede sulla panchina bianconera: di fatto i due
nordamericani sono stati tra i più deludenti nella sfida della Tissot Arena. Quel
che è certo è che Thürkauf e compagni hanno fornito una prova di ben altro
spessore rispetto a quanto proposto 24 ore prima, soprattutto sul piano mentale.
Quello contro un Gottéron reduce dalla Coppa Spengler, falcidiato dall’influenza
e privo del suo top scorer Marcus Sörensen dal 35’ non è stato un match con
molte occasioni da rete – a testimonianza dei 23 tiri a 19 in favore dei Dragoni
– e quindi a deciderlo sono episodi come il definitivo 3-2 giunto nel miglior
momento degli ospiti o la fortuna, come in occasione del provvisorio 2-0 di
Sanford, dove il disco ha varcato la seconda linea rossa per una questione di
centimetri, negando il big save al neo 39enne Reto Berra. Tutti fattori che
aiutano, ma vanno pure provocati.
Tre punti pesanti per un Lugano non perfetto – le due reti
burgunde nascono da ingenuità e disattenzioni – ma che rimane ben saldo nella
parte nobile della classifica. Una partita che, molto probabilmente, il Lugano ha
vinto ancor prima di scendere sul ghiaccio di una sempre più gremita Cornér
Arena grazie alle scelte coraggiose di Tomas Mitell, volte a mantenere alta l’attenzione
di tutto il gruppo fedele alla sua parola d’ordine: umiltà.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)