HC LUGANO
È un Lugano d'altri tempi
Pubblicato il 08.01.2026 04:45
di Doriano Baserga
Altra vittoria convincente del Lugano a Losanna. Il terzo posto occupato dai vodesi è ora a soli tre punti, con il Friborgo, secondo, a quattro lunghezze. Il tutto con una partita in meno rispetto alle due romande. Insomma, la scalata continua.
Questa squadra sta davvero facendo cose superlative, tenendo conto del fatto che anche sul ghiaccio della Vaudoise Arena ha giocato con soli cinque stranieri, di cui Perlini, al rientro dopo l’infortunio del 15 novembre scorso e giustamente preservato, con un minutaggio complessivo di 7’34’’. Per fare un paragone, i restanti quattro import hanno giocato tra i 14’27’’ di Emanuelsson e i 17’28’’ di Sanford.
Tomas Mitell ha dato un’altra dimostrazione di come non importa in questo Lugano la nazione di provenienza del singolo. Basti pensare che il più impiegato a Losanna è stato Mirco Müller con 24’05’’, seguito da Alatalo (20’57’’). Il resto della truppa è tutto al di sotto dei 20’ di ghiaccio.
Non a caso la partita è stata decisa da due nazionali, ovvero Simion e Thürkauf, con un Sanford onnipresente nonostante in terra vodese si sia beccato due penalità che avrebbero potuto mettere in difficoltà la squadra. Ciò non ha comunque impedito al box-play bianconero di fronteggiare al meglio il miglior power-play del campionato, eccezion fatta per il provvisorio 2-3 di Czarnik.
Insomma, un Losanna che sente ora il fiato sul collo da parte di un Lugano che non ha più nessuna voglia di fermarsi sul più bello, anzi. I bianconeri avranno la possibilità questa sera a Ginevra di bissare il successo e consolidarsi tra le prime tre.
Anche se Mitell come al solito direbbe “non guardo dove siamo, bensì dove si può migliorare ancora questa squadra”, mi sembra davvero di rivedere sempre di più lo Slettvoll degli anni ’80, con la grandissima differenza che ora le squadre sono tutte forti ed attrezzate rispetto all’epoca del Grande Lugano.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)