Al netto di Milan-Genoa di questa sera, partita che chiuderà
il girone di andata della Serie A, la sfida del fine settimana tra Inter e
Napoli assume, manco a dirlo, un'importanza particolare. Siamo ai primi di
gennaio e, ovviamente, nulla è ancora decisivo; tuttavia, è un dato di fatto
che, vincendo, i nerazzurri raggiungerebbero due importanti risultati parziali.
Il primo è quello di sfatare il luogo comune dei milanesi incapaci di fare
risultato negli scontri diretti; il secondo quello di lanciare la prima fuga
della stagione, e di dare quindi un chiaro segnale alle avversarie.
Lo abbiamo già scritto nei giorni scorsi: anche se il tifoso
nerazzurro non vuole accettare il ruolo di favorito nella lotta scudetto, i
fatti stanno dicendo il contrario (la rete non dimentica: noi lo abbiamo
scritto in estate, quando tutti criticavano il mercato di Marotta e Ausilio),
dando tra l'altro ragione a chi, contro il parere di tanti, ha voluto puntare
su un tecnico giovane e inesperto magari, ma buon conoscitore dell'ambiente di
Appiano e con un passato da calciatore di spessore. Dopodiché, l'Inter è una
squadra con un blocco che ormai viaggia praticamente col pilota automatico,
soprattutto da centrocampo in su; e la grande abilità del tecnico romeno è
stata quella di non voler cambiare troppo rispetto a quanto si faceva in
precedenza, anche se, in confronto, i nerazzurri oggi pressano molto di più e
tengono il baricentro più alto. Il Como di Cesc Fàbregas, a San Siro, ha
provato a combatterla con le sue stesse armi, uscendo impallinato: l'Inter, a
differenza delle sue avversarie, sa ripartire quando riconquista la palla. E il
resto, è conseguenza. Altra grande scommessa vinta da Chivu è Zielinski: il
polacco ex Napoli, lo scorso anno, quand'era stato utilizzato (molto poco, a
dire il vero) da Simone Inzaghi al posto dell'inamovibile (per lui) Henrikh
Mkhitaryan aveva fatto male. Quest'anno, invece, sta ripagando la fiducia del
tecnico con delle prestazioni di grande spessore, dimostrandosi un'ulteriore
soluzione di gioco per i suoi.
In definitiva, i nerazzurri sono padroni del proprio
destino, nonostante qualche infortunio di troppo (Dumfries e Acerbi,
quest'ultimo però sostituito più che ottimamente dal nostro Manuel Akanji).
L'unico dubbio è sulla tenuta: sinora, l'Inter non ha mai accusato cali di
rendimento. Tuttavia, a primavera l'Europa esigerà una grande quantità di
energie fisiche e, soprattutto, mentali. Cosa potrebbe accadere ai milanesi in
caso di flessione? Il tempo, come sempre, ci darà tutte le risposte che
cerchiamo.
(Foto canale YouTube Inter)