Due trasferte in 24 ore a Losanna e Ginevra, nei quartieri
alti della classifica. 4 punti ottenuti. Bene. E potevano persino essere di
più. Diversi appunti. Primo. La preparazione alla doppia trasferta molto
professionale. Partenza al martedì, notte a Losanna prima del confronto,
allenamento il giorno dopo prima della sfida col Ginevra. Preparazione
minuziosa. Secondo appunto. Il reinserimento di Perlini dopo 6 settimane con
molto acume tattico: cambi di linee, gestione del tempo di gioco, rientro
riuscito e due buone prestazioni per lui. Terza nota. I due portieri, due
grandi prestazioni. Anche grazie al sistema di gioco votato al sacrificio
(vedasi il tuffo di Canonica a Ginevra per bloccare Manninen a porta vuota).
Intensità e duelli fisici, due partite da playoff in trasferta giocate a testa
alta, nonostante un ovvio calo nel terzo tempo col Ginevra per il back to back
in 24 ore. Tutto bene? Sì. I punti positivi sarebbero tanti da elencare: le
prestazioni di tanti singoli, tra i quali Alatalo e Müller, la crescita
continua di Brian Zanetti in una difesa senza Dahlström, davanti il “solito”
quarto blocco, Simion, Thürkauf, Fazzini ed altri ancora. Chiudiamo però con un
“falso” punto negativo. Perché? Perché sono gli stessi giocatori, Mitell, tutti
all’unisono che predicano umiltà e voglia di crescere, migliorarsi ancora,
cercare di limare anche le imperfezioni. Appunto, un “falso” punto negativo,
perché è la mentalità giusta. Quella di non accontentarsi, di cercare i
difetti, di non essere soddisfatti al 100%. Guardare in alto, non indietro. É
questo che piace, e molto, di questo Lugano. Che ha un’umile ambizione di
crescere ancora ed ancora.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)