HC LUGANO
Programmazione e umiltà
Pubblicato il 09.01.2026 05:00
di Alessandro Tamburini
Due trasferte in 24 ore a Losanna e Ginevra, nei quartieri alti della classifica. 4 punti ottenuti. Bene. E potevano persino essere di più. Diversi appunti. Primo. La preparazione alla doppia trasferta molto professionale. Partenza al martedì, notte a Losanna prima del confronto, allenamento il giorno dopo prima della sfida col Ginevra. Preparazione minuziosa. Secondo appunto. Il reinserimento di Perlini dopo 6 settimane con molto acume tattico: cambi di linee, gestione del tempo di gioco, rientro riuscito e due buone prestazioni per lui. Terza nota. I due portieri, due grandi prestazioni. Anche grazie al sistema di gioco votato al sacrificio (vedasi il tuffo di Canonica a Ginevra per bloccare Manninen a porta vuota). Intensità e duelli fisici, due partite da playoff in trasferta giocate a testa alta, nonostante un ovvio calo nel terzo tempo col Ginevra per il back to back in 24 ore. Tutto bene? Sì. I punti positivi sarebbero tanti da elencare: le prestazioni di tanti singoli, tra i quali Alatalo e Müller, la crescita continua di Brian Zanetti in una difesa senza Dahlström, davanti il “solito” quarto blocco, Simion, Thürkauf, Fazzini ed altri ancora. Chiudiamo però con un “falso” punto negativo. Perché? Perché sono gli stessi giocatori, Mitell, tutti all’unisono che predicano umiltà e voglia di crescere, migliorarsi ancora, cercare di limare anche le imperfezioni. Appunto, un “falso” punto negativo, perché è la mentalità giusta. Quella di non accontentarsi, di cercare i difetti, di non essere soddisfatti al 100%. Guardare in alto, non indietro. É questo che piace, e molto, di questo Lugano. Che ha un’umile ambizione di crescere ancora ed ancora.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)