Mercoledì scorso Patrick Fischer ha diramato la selezione che
rappresenterà la Svizzera ai prossimi Giochi Olimpici di Milano. Una chiamata
tanto attesa che vede la rosa vicecampione del mondo praticamente confermata e
potrà tornare a contare sulla sua punta di diamante: quel Roman Josi che – non ne
avremo mai la certezza purtroppo – è mancato come il pane sette mesi or sono
nella finalissima contro gli Stati Uniti.
Gli esclusi di lusso sono principalmente due. Il primo è
certamente Théo Rochette. L’attaccante del Losanna, attuale capocannoniere del
nostro campionato, paga sia la concorrenza nei primi due blocchi (si dovrebbe
riuscire a recuperare Pius Suter, attualmente infortunato) sia una scarsa
duttilità in fase difensiva per poter essere considerato nel bottom six
rossocrociato, cosa che elementi come Ken Jäger, Simon Knak, seppur meno dotati
del figlio dell’ex arbitro Stéphane, possono garantire. A discapito del 23enne bisogna
aggiungere la totale inesperienza a livello internazionale, figlia di infortuni
occorsigli a ridosso delle ultime due rassegne iridate. L’altro grande assente
sarà Gregory Hofmann, ma qui c’è da stupirsi meno, in quanto già ad Herning e
successivamente a Stoccolma l’attaccante dello Zugo è spesso finito in
sovrannumero. Chi guarderà la rassegna a cinque cerchi da casa saranno anche
Dario Simion e Dominik Egli. Entrambi pagano una fortissima concorrenza, sull’attaccante
bianconero si può anche parlare di un calo delle prestazioni a tal punto da
mettere in dubbio il suo reale apporto in un torneo di così alto livello.
In sostanza, sono problemi grassi per una nazionale che ha
come obiettivo minimo la qualificazione per i quarti di finale. Impensabile,
data la vasta presenza delle star della NHL, centrare una medaglia. Canada,
USA, Svezia e Finlandia sono francamente irraggiungibili quando il campionato
più prestigioso del mondo decide di fermarsi. Fischer ha però più di un conto
in sospeso con le Olimpiadi, e alla sua terza ed ultima in qualità di
selezionatore farà di tutto per creare la sorpresa, c’è da starne certi.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)