Si narra spesso che il portiere è il 50% di una squadra. Può
essere vero, se sostenuto comunque da un buon sistema difensivo, può essere
falso, se viene abbandonato a sé stesso. In fondo è questo che ha portato
all’Ambrì 5 punti in 2 partite. Come sottolineato da Tommaso De Luca, si è
voluto invertire la rotta a livello difensivo per evitare che i portieri
venissero dimenticati al loro destino. Sufficiente? Sì e no, perché poi
Wüthrich ci ha messo tanto, tantissimo, di suo, non incassando reti per 120
minuti, più 5 di overtime ed uno strepitoso 4 su 4 di parate ai rigori. Fermo
restando che l’atavica difficoltà stagionale (anche con Cereda) di non segnare
nei momenti migliori, scialacquando grandi opportunità da goal, resta un limite.
Perlomeno in queste due partite si è costruito dalla difesa un mini-rilancio
per lo sprint finale. Guai però a “fermarsi”. Arriva subito il Rapperswil alla
Gottardo Arena, il terzo tempo di Berna ha evidenziato che ci vuole poco a
rovinare anche una buona prestazione (Zgraggen ha vissuto due minuti da incubo,
regalando a Marchon un disco finito sul palo prima di colpirlo direttamente lui
per quella che sarebbe stata una clamorosa autorete). Insomma, l’Ambrì resta
volubile, con i suoi limiti visti in stagione, ma almeno ha una via che
potrebbe essere un riferimento per lo sprint finale. Con un Wüthrich così
puntellando al meglio la difesa (ed evitando quei falli inutili che possono,
come nell’overtime, rovinare tutto) si può provare a rincorrere qualcosa in più
del 13esimo posto. È in fondo quello che chiedono anche i tifosi. Sacrificio,
lottare e rendere un portiere quel 50% un fattore positivo.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)