Il Real è tale perché
pretende conquistare trofei e successi. A Madrid si deve vincere con
stile ed eleganza. Questi sono gli assiomi, specie sotto la
presidenza Florentino Perez. Ci deve essere predominio, si deve
imporre an che una supremazia psicologica sugli avversari. L'orizzonte è la
grandezza. Il Real non è una squadra, è una selezione. Ergo: lo
schema, la tattica ossessiva non è funzionale. Ancelotti che
all'apparenza sembra quasi un bonaccione, ha invece un pensiero
raffinato, lo aveva capito. E più volte lo aveva sottolineato:
contano i giocatori e le loro caratteristiche, il modulo è mero
dettaglio. Non è stato ascoltato. È stato ingaggiato Xabi Alonso,
ritenuto un tecnico della nuova avanguardia, doveva portare
organizzazione e bel gioco, doveva impostare il rigore tattico. È
arrivata la sconfitta nella Supercoppa spagnola, e Florentino Perez
lo ha destituito. Il progetto è ineluttabilmente naufragato, si è
infranto sotto i colpi portati dalla realtà e dal contesto. Il
sostituto è Alvaro Arbeloa, si tratta di un ex difensore che ha militato nel Real, si
stava costruendo nella seconda squadra del club. Lo si descrive come
un predestinato. Che succederà? Difficile fare previsioni. Le
risposte del calcio sono affidate alla palla, al campo e alle qualità
caratteriali e tecniche dei calciatori. Per fortuna.
CALCIO INTERNAZIONALE
Perché è stato esonerato Xabi Alonso