La
conferenza stampa del Lugano ha visto come protagonista Martin
Blaser, che ha trattato vari temi. E ha proposto una visione. Il 2026 per i
bianconeri è un'anno speciale, si sente il profumo della storia, è
l'anno dello Stadio. Una nuova casa, un impianto moderno che spalanca
le porte del futuro.
La
speranza. La squadra è chiamata a ottenere un piazzamento
europeo. L'ambizione di disputare una competizione internazionale è
dichiarata. Croci-Torti è convinto: la sua squadra è in grado
di “giocarsela con tutti”. È possibile osare, poiché ci
sono le potenzialità. Il successo sportivo è un traino
fondamentale.
L'auspicio.
Il Lugano vuole essere circondato nella sua Arena da un tifo caloroso
e numeroso. Serve un ambiente, gli avversari devono avere la
percezione di giocare in trasferta. E questo è un grande tallone
d'Achille: il pubblico, la media spettatori non collima con i
risultati ottenuti. Blaser ha parlato di squadra di riferimento del
Cantone. L'obiettivo è andare oltre il Luganese. Ha citato le
iniziative proposte su tutto il territorio: Primo giorno di scuola;
Nati bianconeri; Partner club, verranno contattate e coinvolte le
oltre 100 società amatoriali delle leghe inferiori. Il Lugano ha
bisogno di passione e sostegno, e questo è un dato innegabile.
Spetta al club rinnovare la tradizione, spetta ai ticinesi dare un
segnale.
La criticità. Lo stadio sarà presto consegnato e pronto. Ma
rimarrà nei suoi pressi un cantiere, che continuerà i suoi lavori.
Non sarà semplice e agevole per gli spettatori, che dovranno armarsi
di pazienza ancora per qualche tempo. Inoltre, il problema che preoccupa nella sostanza riguarda i pochi parcheggi a disposizione. E bisognerà trovare una soluzione. Blaser stesso ha ammesso che i posteggi sono un disastro.