Il Lugano espugna Zugo. Il risultato di 3 a 2 però inganna
eccome. Tra i bianconeri e i Tori ci stavano almeno due o tre reti di scarto in
più. Thürkauf e compagni hanno dominato l’avversario. L’unico appunto è di non
avere ucciso la partita anzitempo. Troppi i minuti in powerplay sprecati,
specialmente nella terza frazione. E così l’EVZ, dal nulla, si è riportato
sotto senza nemmeno sapere come. Per fortuna tutto è bene ciò che finisce bene.
Eccezion fatta per la mancanza di scaltrezza, la squadra di Mitell ha in
effetti sviolinato un’altra prova sontuosa. Non ha concesso praticamente nulla
all’avversario. La statistica dei tiri è chiara: 16 a 41 in favore degli
ospiti. I sottocenerini hanno saputo imbastire trame e uscire dalla propria
zona difensiva con ordine e pulizia. Tutto il contrario di uno Zugo impacciato
e indisciplinato. La carica di Vozenilek su Sanford, dopo la rete del 2 a 0
ottenuta dal numero 21, e il cross-check di Sklenicka sul volto di Tanner ben
fotografano il momento difficile dei padroni di casa. Due azioni inaccettabili
da parte di elementi d’importazione e con alle spalle tanta esperienza. Persino
Kubalik è apparso abulico. Nelle fila del Lugano hanno invece convinto quasi
tutti. Una citazione se la meritano in particolar modo Carrick ed Aebischer per
quanto riguarda la difesa. Splendida, inoltre, l’accelerazione di Canonica in
occasione della terza segnatura, con Riva e Leuenberger nelle vesti di due
“Alpine” e l’attaccante luganese in formato Max Verstappen. Buona anche la
prestazione di Perlini, molto attivo e impegnato, anche se come spesso gli
accade poco fortunato e un po’ impreciso in fase di rifinitura. Last but not
least, la solita perla di Fazzini sul primo gol, ma ormai non fa quasi più
notizia. Con questa vittoria il Lugano ha messo un altro bel mattone verso la
strada che porta alla qualificazione diretta ai playoff. Che dire, giù il
cappello.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)