HC LUGANO
Un dominio... di misura
Pubblicato il 14.01.2026 22:53
di Marco Maffioletti
Il Lugano espugna Zugo. Il risultato di 3 a 2 però inganna eccome. Tra i bianconeri e i Tori ci stavano almeno due o tre reti di scarto in più. Thürkauf e compagni hanno dominato l’avversario. L’unico appunto è di non avere ucciso la partita anzitempo. Troppi i minuti in powerplay sprecati, specialmente nella terza frazione. E così l’EVZ, dal nulla, si è riportato sotto senza nemmeno sapere come. Per fortuna tutto è bene ciò che finisce bene. Eccezion fatta per la mancanza di scaltrezza, la squadra di Mitell ha in effetti sviolinato un’altra prova sontuosa. Non ha concesso praticamente nulla all’avversario. La statistica dei tiri è chiara: 16 a 41 in favore degli ospiti. I sottocenerini hanno saputo imbastire trame e uscire dalla propria zona difensiva con ordine e pulizia. Tutto il contrario di uno Zugo impacciato e indisciplinato. La carica di Vozenilek su Sanford, dopo la rete del 2 a 0 ottenuta dal numero 21, e il cross-check di Sklenicka sul volto di Tanner ben fotografano il momento difficile dei padroni di casa. Due azioni inaccettabili da parte di elementi d’importazione e con alle spalle tanta esperienza. Persino Kubalik è apparso abulico. Nelle fila del Lugano hanno invece convinto quasi tutti. Una citazione se la meritano in particolar modo Carrick ed Aebischer per quanto riguarda la difesa. Splendida, inoltre, l’accelerazione di Canonica in occasione della terza segnatura, con Riva e Leuenberger nelle vesti di due “Alpine” e l’attaccante luganese in formato Max Verstappen. Buona anche la prestazione di Perlini, molto attivo e impegnato, anche se come spesso gli accade poco fortunato e un po’ impreciso in fase di rifinitura. Last but not least, la solita perla di Fazzini sul primo gol, ma ormai non fa quasi più notizia. Con questa vittoria il Lugano ha messo un altro bel mattone verso la strada che porta alla qualificazione diretta ai playoff. Che dire, giù il cappello.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)