Manca ancora qualche settimana all'inizio delle Olimpiadi invernali,
ma le polemiche sono già partite. Quelle sugli impianti, per
esempio: la situazione di Santa Giulia, che dovrà ospitare le
partite di hockey, è stata ben descritta in un recente servizio
televisivo andato in onda sulla RSI. Le difficoltà a raggiungere
l'arena sportiva, per cominciare: non ci sono parcheggi per i veicoli
a motore perché l’autosilo non è ancora agibile, mentre i
collegamenti con i mezzi pubblici non esistono ancora. La prima
partita di prova è già stata giocata; tuttavia, le immagini
mostrano una struttura che sorge in un cantiere lungi dall'essere
concluso. Certo, Milano ci ha abituato ai miracoli (è ancora vivo il
ricordo dei lavori per l'Expo del 2015...), ma ogni preoccupazione in
merito è lecita. Tuttavia, la polemica più accesa riguarda i
tedofori. La fiaccola di Miano Cortina 2026, infatti, non ha visto
tra chi l'ha portata tanti campioni olimpionici azzurri del passato.
Tra gli assenti, giganti come Gros, Fauner, Vanzetta, PIller Cottrer,
Paruzzi e diversi altri. Migliaia di personaggi, tra i quali alcuni
quantomeno controversi, come Marco Fertonani, ciclista professionista
squalificato per doping nel 2007 (il caso è stato sollevato dal
Fatto Quotidiano). 10.001 i prescelti: c'è chi dice che gli esclusi,
che oggi si lamentano, non abbiamo fatto l'apposita domanda per far
parte di quelli che gli organizzatori hanno definito "Ambasciatori
dei Giochi Olimpici". Dal sito ufficiale: "Con
le loro storie incarneranno lo spirito dei Giochi, la cultura e la
società italiana. I tedofori, simbolo di passione, talento, energia
e rispetto, portano con sé la promessa di un futuro più luminoso e
di un cambiamento verso una società sempre più inclusiva. Saranno
persone ordinarie con storie straordinarie, rappresenteranno il
territorio, il talento e l’eccellenza in tutti i campi: sportivo,
sociale, artistico, creativo, così come quei valori di pace e
fratellanza, simboli della Fiamma Olimpica e della Fiamma
Paralimpica". Piero Gros, uno degli eroi della nostra
infanzia in bianco e nero, che sostenevamo con affetto perché, a
differenza di Gustav Thoeni, aveva sempre il sorriso stampato sul
volto, oltre a quei capelli al vento che gli davano l'aria ribelle
che, da bambini, adoravamo, è stato tra quelli che hanno sollevato
il caso. Oro a Innsbruck 1976, valido anche come titolo mondiale,
argento ai mondiali di Garmisch '78, bronzo a St. Moritz '74, anno nel
quale ha conquistato la Coppa del Mondo generale, il campione
piemontese ha raccontato, dopo lo scoppio della querelle, di essere
stato contattato frettolosamente via whatsapp dagli organizzatori per
provare a chiudere il caso. L'idolo dei nostri anni più belli ha
fatto ciò che ci aspettavamo: ha declinato l'invito, per rispetto
anche nei confronti degli altri atleti dimenticati proponendo,
invece, di invitare alla cerimonia di apertura San Siro tutti i
vincitori azzurri ancora viventi di medaglie a tutte le edizioni dei
Giochi invernali, con i trofei al collo e la tuta della Nazionale
indossata. Una proposta ovvia, semplice e dovuta; talmente tanto da
non venire, probabilmente, presa in considerazione. Ma, come nel caso
dell'Arena Santa Giulia, speriamo che Milano sappia stupirci, ancora
una volta.
OLIMPIADI 2026
Le Olimpiadi delle polemiche