A Como, il Milan era a un bivio. Complici i due pareggi consecutivi
con Genoa e Fiorentina, i rossoneri si sono infatti trovati col fiato
sul collo di Juventus e Roma, due concorrenti pericolosissime per la
lotta Champions. Serviva rispondere: ma farlo sul campo
dell'ambiziosissimo Como era un'impresa. E, invece, il vecchio
Diavolo è uscito dal Sinigaglia coi tre punti: merito, soprattutto,
dei singoli, va detto. Da Maignan a Rabiot, passando per Rafa Leão,
i rossoneri l'hanno vinta con la classe di alcuni, opposta a un
collettivo che ha offerto ancora una volta una prova di grande
spessore, ma che non ha saputo sfruttare la circostanza favorevole di
trovarsi in vantaggio dopo una manciata di minuti grazie a un'amnesia
collettiva della retroguardia avversaria, punita ancora una volta,
come a Firenze, da una palla ferma. Como-Milan, alla fine, è
tutta qui. Logica la delusione di Cesc Fàbregas a fine partita, che
ha voluto rimarcare, sarcasticamente, che chi vince abbia sempre
ragione. I lariani hanno tenuto il campo, fatto centinaia di passaggi
più degli avversari, ma devono pagare pegno per via di qualche
episodio, e grazie alla superiorità individuale di alcuni giocatori
rossoneri. Il tecnico del Como, tuttavia, non è venuto meno, ancora
una volta, alla propria onestà intellettuale: "Faccio i
complimenti a Maignan e a Rabiot: tuttavia, tutto il Milan ha saputo
fare una bella partita. Abbiamo cominciato bene la ripresa, ma
abbiamo preso il gol su una palla persa. C'è stata una reazione ma,
alla fine, dovevamo fare meglio in fase di possesso: non sfruttavamo
le fasce, non abbiamo fatto traversoni. Come dico sempre, fa tutto
parte del percorso di crescita, anche se non me la sono sentita di
dire nulla alla squadra, a fine partita. Ci sono però tanti aspetti
dove migliorare. Sapevamo che ci potevano fare male in due modi: con
le invenzioni dei singoli o sulle palle perse da noi. Su queste cose
non siamo stati ancora abbastanza bravi, ma tutto migliorerà con il
lavoro." Max Allegri, a sua volta, non ha avuto paura di
ammettere di aver temuto di perdere: "Loro sono una squadra
forte e noi, una volta in svantaggio, abbiamo subito alcune
situazioni difficili, dove è stato bravo Maignan a tenerci in
partita. Ho provato così a rinforzare il centrocampo, ma il loro
portiere ci ha messo in difficoltà perché imbucava molto, e abbiamo
rischiato su un paio di ripartenze. Faccio i complimenti a chi è
entrato con lo spirito giusto; loro, nella ripresa, sono calati un
po', e questo ci ha permesso di riprendere in mano la partita".
In definitiva, tre punti importanti. La missione era tenere a distanza le inseguitrici, ed è stata compiuta. I posti per la Champions, infatti, sono quattro, e le pretendenti almeno una in più. Di sicuro, fare risultato su questo campo non sarà facile per nessuno; la vittoria in riva al Lario va quindi vista sotto questo aspetto. A marzo, come dice Max, capiremo qualcosa in più.
In definitiva, tre punti importanti. La missione era tenere a distanza le inseguitrici, ed è stata compiuta. I posti per la Champions, infatti, sono quattro, e le pretendenti almeno una in più. Di sicuro, fare risultato su questo campo non sarà facile per nessuno; la vittoria in riva al Lario va quindi vista sotto questo aspetto. A marzo, come dice Max, capiremo qualcosa in più.