Dominante, pragmatico, ed estremamente metodico. Gli
aggettivi per definire questo Lugano sono svariati ma i tre citati sono probabilmente
quelli più adatti per descrivere al meglio una squadra che termina questo singolare Tour de
Suisse con addosso una meritatissima maglia da leader della generale: fatta eccezione per la
comunque redditizia sfida delle Vernets, sono arrivati tre successi pieni,
frutto di una mentalità già proiettata ai play-off ed una qualificazione
diretta ormai blindata, in virtù dei 10 punti di vantaggio sul Rapperswil,
settimo, quando mancano dodici partite al termine della regular season.
Certamente, non va dimenticato che in questo filotto di trasferte
sono state affrontate tre squadre con problematiche diverse: il Losanna ha
ritrovato il successo a Kloten solo all’overtime, lo Zugo ha perso le ultime
otto partite (inclusa la semifinale d’andata di Champions Hockey League contro
il Lulea) e il Berna singhiozza da inizio stagione. Ciò non toglie i meriti ad un collettivo che, sostanzialmente, ha gestito tutti gli impegni dettando i ritmi a piacimento, senza forzare più di tanto la manovra offensiva. Unica nota dolente, l'uscita di scena in quel di Berna di un instancabile Emanuelsson. Lo svedese non è più sceso sul ghiaccio dal 32' in avanti, ma vista la dinamica c'è da credere che sia stata una decisione precauzionale.
Quello della PostFinance Arena è stato pure un duello a
distanza tra Mike Sgarbossa e la sua ex squadra. Già, ex. Perché alle parole
diplomatiche di Janick Steinmann rilasciate al Corriere del Ticino, sono seguite
quelle “piccanti” del centro canadese tramite i canali social degli Orsi e riportate a “Fuorigioco Sprint”. “Non
è colpa del giocatore, ma non ha funzionato” del GM bianconero contro “mi
sentivo indesiderato, ho scelto Berna anche per la vicinanza con la sfida e indipendentemente
se gioco o meno voglio fargliela pagare” dell’attaccante. A conti fatti, Sgarbossa
ha dovuto guardarsi la sfida dalla tribuna anche nella Capitale, mentre i suoi vecchi
compagni stanno offrendo il loro hockey migliore senza il suo apporto, come già successo nel mese di ottobre. Improbabile, se non impossibile, che le parti si ricongiungano la prossima estate.
Domenica pomeriggio il Lugano riabbraccerà il suo pubblico dopo
quindici giorni dall’ultima volta, in occasione del primo test di un trittico
fondamentale per capire le reali ambizioni di questa squadra: Langnau, Friborgo
e soprattutto Davos. Con un inimmaginabile secondo posto nel mirino…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)