C’era tanta curiosità per la presentazione di Lars Weibel e la famosa strategia sportiva mai vista ad Ambrì preannunciata dal CEO Andreas Fischer. Ebbene, in sostanza è sembrato di essere tornati indietro di anni. La “nuova filosofia” è in pratica la stessa predicata e attuata da anni da Paolo Duca e Luca Cereda. La parola d’ordine: club formatore, ricostruire partendo dai giovani. Insomma, nulla di eclatante. Per carità, nulla di male, in fondo solamente così il club leventinese potrà farsi strada e continuare a fare la sua bella figura nella massima lega. Non c’è dunque nulla di negativo nel voler imitare la gestione precedente. Il tentativo però di spacciare qualcosa di tradizionale per una nuova invenzione o un’idea rivoluzionaria, non è decisamente riuscito.
L’unica vera novità paventata in fondo è che i giovani in futuro non verranno più girati in prestito. Non ci saranno dunque più i casi “Terraneo, Pezzullo, Häfliger, Muggli e via dicendo”. Questi ragazzi saranno schierati regolarmente nella prima squadra biancoblù. L’Ambrì vuole rimanere un club che continua a offrire ai giovani una rampa di lancio. Per aiutarli nel compito ci sarà bisogno però anche di giocatori esperti. L’obiettivo è di crescere costantemente nei prossimi 3 o 4 anni, il tutto però senza veri obiettivi sportivi dichiarati. Lars Weibel ha ammesso che la pazienza non è il suo forte, ma ci vorranno almeno 4 anni per essere competitivi.
Ora il focus va messo sulla stabilità e poi sulla ricostruzione. L’ex portiere vuole che la sua futura squadra mostri un hockey veloce e grintoso, fatto di tanta intensità. Sembra di sentire insomma Luca Cereda. Weibel sarà ufficialmente operativo a partire da luglio, ma si dedicherà in piccola parte ovviamente già alla causa sopracenerina. Morale della favola al termine di questo pomeriggio? Cambiano i volti, non i modus operandi.
L’unica vera novità paventata in fondo è che i giovani in futuro non verranno più girati in prestito. Non ci saranno dunque più i casi “Terraneo, Pezzullo, Häfliger, Muggli e via dicendo”. Questi ragazzi saranno schierati regolarmente nella prima squadra biancoblù. L’Ambrì vuole rimanere un club che continua a offrire ai giovani una rampa di lancio. Per aiutarli nel compito ci sarà bisogno però anche di giocatori esperti. L’obiettivo è di crescere costantemente nei prossimi 3 o 4 anni, il tutto però senza veri obiettivi sportivi dichiarati. Lars Weibel ha ammesso che la pazienza non è il suo forte, ma ci vorranno almeno 4 anni per essere competitivi.
Ora il focus va messo sulla stabilità e poi sulla ricostruzione. L’ex portiere vuole che la sua futura squadra mostri un hockey veloce e grintoso, fatto di tanta intensità. Sembra di sentire insomma Luca Cereda. Weibel sarà ufficialmente operativo a partire da luglio, ma si dedicherà in piccola parte ovviamente già alla causa sopracenerina. Morale della favola al termine di questo pomeriggio? Cambiano i volti, non i modus operandi.
(Foto MM)