SCI
Wengen, fascino e sobrietà
Pubblicato il 18.01.2026 07:51
di Silvano Pulga
Non sappiamo se per la meteo (il sole risentiva della presenza di qualche nuvola) o altro. Però, sembrava non essere, quest'anno, la solita Wengen, quasi come se il pubblico, pensando a Crans Montana, si fosse voluto in qualche modo limitare. Festa, sì: ma si respirava un'atmosfera più sobria del solito. O forse è stata solo una nostra sensazione, chissà. I numeri, passati dall'organizzazione, ci dicono che erano presenti in 36.000. Considerato dove ci trovavamo, è sempre una cosa che ci stupisce. Chi gestisce i convogli ferroviari a cremagliera garantisce afflusso e deflusso ordinato di questa massa di persone, oltre ovviamente a chi viene per sciare, senza guardare la gara. Niente rifiuti abbandonati in giro, grazie anche all'educazione dei tifosi, oltre che a una sapiente gestione della situazione attraverso grossi contenitori piazzati nei punti nevralgici. Così come adoriamo il pubblico della Zielarena che ha incitamenti e applausi per tutti, col suo mare di bandiere rossocrociate. Ed è giusto così: non si può non rispettare e ammirare uomini che scendono a 150 km l'ora con un paio di sci ai piedi, anche se fanno tempi superiori di qualche secondo rispetto ai primi. Ecco, nello sci non c'è il tifo contro: quando Franzoni ha scalzato, per una manciata di centesimi,l'idolo di casa, Franjo Von Allmen, dal podio, il pubblico è esploso in un boato, e ha applaudito l'atleta azzurro. Sarà banale ricordarlo, ma in altri sport non succede. Il resto sono tante famiglie, bambini, sorrisi, bandiere, anche se abbiamo avuto la sensazione che la solita spensieratezza avesse lasciato spazio al cordoglio, come se la gente sapesse che, a quel solito muro di spettatori, mancassero quest'anno centinaia di ragazzi, tra chi non c'è più e chi si sta ancora curando. A Crans Montana si correrà lo stesso: così ha deciso la FIS. Tuttavia, non ci sarà alcun evento collaterale. Giusto così, ci viene da dire. Il mondo va avanti, come sempre, ma senza dimenticare. 
(foto S. P.)