Notoriamente per costruire una casa ci vogliono,
l'architetto, l'ingegnere il muratore, l'artigiano, il manovale.
Analogamente per costruire una squadra di hockey ci vogliono
il giocatore di classe che pensa e crea, il gregario che “pedala” e crea gli
spazi, il rifinitore che la mette dentro e quello che svolge il lavoro sporco
ossia “andare dove fa male” sia davanti alla porta sia negli angoli.
In questo mix di caratteristiche ci vuole poi il giocatore
veloce e imprevedibile e ci vuole pure quello che si fa sentire non solo a
livello di personalità e di carisma ma anche in questioni prettamente fisiche.
Analizzando i movimenti di mercato dell’HCAP degli ultimi
anni, sembra proprio che uno dei problemi attuali risieda proprio nella
mancanza di chili e quindi di potenza fisica.
Progressivamente negli ultimi anni hanno lasciato il club
tre difensori “di peso”: Michael Fora (191 cmx 97 kg), Tobias Fohrler (195 cm x
105 kg), Jannik Fischer (184 cm x 94 kg). Anche se il tasso tecnico di Fora era nettamente superiore a quello degli altri due, l’utilità della
prestanza fisica di Fischer e Fohrler era e rimane innegabile.
Non ultimo, alla fine della scorsa stagione è pure partito
per altri lidi quel Floran Douay che non sarà stato un attaccante fenomenale a
ma livello dinamico e di peso svolgeva la sua parte.
Osservando come spesso questa stagione i Leventinesi si sono
trovato in difficoltà proprio nel gioco fisico, v’è da chiedersi se non vi sia
anche un problema di chili.
La controprova (come in tante componenti sportive) non
l’avremo mai. La sensazione, invece, rimane.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)