1 e 2 novembre 2019. In quel della Cornèr Arena inizia timidamente
a serpeggiare il malumore verso Sami Kapanen. Nella sua brevissima esperienza
in riva al Ceresio il finnico sarà ricordato più per la cura della sua immagine
che per i risultati, culminati con il pesantissimo 7-2 incassato alla Valascia che
di fatto gli costò l’esonero. A suo favore, ancora oggi, gli viene però
riconosciuto di aver voluto gettare nella mischia in quel primo fine settimana novembrino
un 16enne dai numeri importanti nella U20 biancogiallonera: il suo nome è
Lorenzo Canonica e complessivamente in quel doppio turno farà vedere ottime
cose in poco meno di un quarto d’ora di ghiaccio. Non male come inizio!
Oggi, a distanza di oltre sei anni da quel debutto alle
Vernets di Ginevra e una parentesi triennale nelle Minors nordamericane, “Lollo”
è un punto fermo del suo Lugano, tanto da rinnovare il contratto che lo lega al
club, già valido fino al termine della stagione 2026/2027, di ulteriori due
stagioni. Un segnale importante di come il GM Steinmann sia intenzionato ad
aprire un vero e proprio ciclo iniziato ufficialmente con il consolidamento
anticipato dell’intero staff tecnico.
Canonica, alla terza stagione dal suo rientro da oltre
oceano, dopo due annate complicate e fortemente condizionate da un infortunio
ad un polso è letteralmente esploso e in proiezione ha tutti i numeri per
diventare uno dei maggiori protagonisti dell’intera National League, con vista
sulla Nazionale, già assaporata a dicembre in occasione degli Swiss Ice Hockey
Games. Preludio, chissà, di una sua presenza al mondiale casalingo. “Lollo”,
nonostante i soli 22 anni, dispone di tutte le caratteristiche per poter emergere
anche in un contesto internazionale come quello della rassegna iridata.
In passato si è tanto discusso di come a questo Lugano sarebbe
servito un ulteriore attaccante nel giro della selezione elvetica, dimenticandosi
facilmente che ve ne fosse uno in casa. Proprio questo fattore è all’origine
dell’equilibrio raggiunto. È forse questo, in sintesi, il primo vero colpo di
Janick Steinmann.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)