Leggendo qua e là sui social, abbiamo colto un po' di delusione,
parlando dell'inaugurazione dell'AIL Arena, rispetto alla Nazionale.
Il sogno, neppure segreto, di tanti, era vedere la Nati a Lugano, nel
nuovo stadio. L'ultimo passaggio dei rossocrociati è ormai datato
(un'amichevole contro il Giappone l'8 giugno 2018, nel percorso di
avvicinamento ai Mondiali in Russia di quell'estate), ed erano molti
a pensare che questa sarebbe stata la volta buona. Va detto che,
quest'anno, non c'erano le condizioni per organizzare in Ticino il
ritiro di preparazione per i mondiali americani: ci sarà
probabilmente il cantiere per la demolizione del vecchio Cornaredo,
che significa polvere, traffico eccetera. La scelta, invece, di
ospitare due partite ufficiali della Nazionale A femminile e dell'U21
è invece, a nostro parere, centrata. Il recente successo di pubblico
degli Europei di categoria, nella scorsa estate, ha dimostrato che
c'è, nel nostro Paese, una certa attenzione per il calcio femminile,
al netto dei risultati lusinghieri ottenuti dalle rossocrociate. La
probabilità, in definitiva, di avere lo stadio pieno venerdì 5
giugno, in occasione di Svizzera-Malta, è di conseguenza elevata.
Non solo: l'AIL Arena sembra fatta apposta per diventare lo stadio di
riferimento per le nostre ragazze. E non sarebbe male, soprattutto in
ottica di valorizzazione del nostro Cantone. Tra l'altro, la
nazionale femminile è molto seguita anche oltre Gottardo, con tutto
ciò che ne conseguirà rispetto a un probabile afflusso di tifosi
dalla Svizzera interna, attirati anche dalla curiosità di vedere il
nuovo impianto luganese. Stesso discorso vale per la U21, mentre il
gioiellino di via Ciani appare oggettivamente piccolo per ospitare
incontri ufficiali della Nazionale maggiore, considerando che i
vertici dell'ASF puntano molto anche sul botteghino. Vero che nessuno
chiede di organizzare una sfida Svizzera-Germania o, peggio ancora,
Svizzera-Italia nel nuovo Cornaredo, ovviamente. Tuttavia, esistono
stadi, nella Svizzera interna, più capienti e comunque adeguati a
ospitare sfide contro avversarie di seconda fascia (pensiamo a
Lucerna e San Gallo in prima battuta, aggiungendo Sion come seconda
scelta): non sarà facile, insomma, vincere quella concorrenza.
Dopodiché, pur se Vlado Petković (il quale, come noto, risiede
dalle nostre parti) non è più, da tempo, il selezionatore della
nazionale maggiore, pensiamo che in futuro ci sarà la possibilità,
per la Nati, di preparare qualche grande torneo in riva al Ceresio.
Con tanto di amichevole.
CALCIO SVIZZERO
Il sogno era vedere la Nati a Lugano