Un’altra leggenda del nostro hockey è entrata nella storia
questa notte. Roman Josi è diventato il secondo giocatore elvetico ad aver
raggiunto il prestigioso traguardo delle 1'000 partite di regular season in NHL
dopo Nino Niederreiter, festeggiato lo scorso 15 dicembre. Tutte disputate con
la casacca dei Predators di Nashville, con la quale ha messo a referto, sempre
nella stagione regolare, la bellezza di 753 punti – compreso un assist proprio in
occasione della sfida contro Ottawa –, il che lo consolida per distacco al
primo posto di sempre nella speciale classifica degli “svizzeri d’America”. Il
tutto, da difensore. Chapeau!
Capitano della franchigia del Tennessee da otto stagioni, il
bernese è uno dei tanti re senza corona, non solo in NHL ma anche con la nostra
nazionale. Una Stanley Cup sfiorata nel 2017 e tre finali mondiali perse non macchiano
certamente una sin qui straordinaria carriera, poiché se i trofei di squadra
mancano (non va dimenticato il titolo svizzero con il suo Berna nel 2010, dove
a nemmeno 20 anni fu già grandissimo protagonista), non si può dire lo stesso
per quelli individuali. Due volte nell’All-Star team iridato (2013 e 2024), MVP
del mondiale del 2013 ma soprattutto l’ambitissimo Norris Trophy, premio
riservato al miglior difensore della lega più prestigiosa al mondo, conquistato
da Josi nel 2020 frutto di una stagione eccelsa, ma lontana dall’annata
2021/2022, dove mise complessivamente ben 98 punti in 84 partite.
Josi tra qualche settimana è atteso ai Giochi Olimpici e
sarà chiamato a rivestire i panni del leader della nostra selezione. Nella sua
unica presenza (a Sochi 2014, ndr) non ha brillato dopo l’ottimo mondiale di
Stoccolma: siamo certi che si è trattato di un episodio e che sarà assoluto
protagonista a Milano. Nella speranza di vederlo all’opera pure a maggio in
occasione del mondiale casalingo, play-off in NHL (attualmente improbabile per i Preds) permettendo…
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