CALCIO
Non c'è più la gavetta di una volta
Pubblicato il 24.01.2026 05:38
di A. L.
Solo nelle ultime settimane: Carrick sulla panchina del Manchester United; Arbeloa su quella del Real; Rosenior su quella del Chelsea. E in fondo anche Chivu è un neofita, l'Inter lo ha ingaggiato nonostante la sua poca esperienza in Serie A. Altri esempi di questo tipo potrebbero essere citati. E Mourinho non ci sta, ha criticato questa tendenza: “Persone che non hanno ottenuto nulla, ora allenano”, il portoghese è netto: “La vera sorpresa è che allenatori senza storia né successi abbiano l'opportunità di allenare club di altissimo livello”. Lo Special One è legato alla classica gavetta, convinto che il calcio attuale sia complicato sia per gli aspetti tecnici, che per quelli psicologici. Ergo: si tratta di scommesse sportive, progetti troppo sperimentali. Ma forse Arteta aveva esperienza quando l'Arsenal gli affidò la guida tecnica? E ora i londinesi sono considerati una delle migliori squadre in circolazione. Il ruolo del mister è diventato fondamentale, serve essere carismatici, capaci di gestire la pressione, è necessario anche un notevole equilibrio emotivo. Ma la tesi di Mourinho è fuorviante. Difende gli allenatori che vogliono imporre decisioni, determinare la linea della società, depotenziare il potere del club. Richiama i vecchi tempi. E il calcio, da sempre, è materia opinabile, e quello moderno non ha soluzioni certe e inequivocabili. Il football vive una sua dimensione, dove molto spesso la logica e la razionalità non esistono, è preda di umori e pulsioni, va oltre il pensiero comune. E per fortuna, altrimenti non sarebbe l'ultimo grande romanzo popolare.