FC LUGANO
Vincenti e nervosi
Pubblicato il 25.01.2026 07:50
di Silvano Pulga
Diciamolo: alzare il ditino dopo un rotondo 4-1 casalingo è roba da mai cuntent. Ci limitiamo, così, a raccogliere le impressioni dei protagonisti. Ed è proprio uno di loro, Amir Saipi, tornato ai livelli di prima della sosta dopo la prova non proprio esaltante della scorsa settimana a Lucerna, a dirci che gol come quello incassato ieri non vanno mai presi. Al netto del fatto che il Var doveva far presente all'arbitro, la quale poteva non aver visto, che l'azione del gol zurighese era viziata da un fallo su Alioski, al portiere non è andato giù che Hunziker abbia potuto colpire di testa, al centro dell'area, senza che nessuno lo avesse contrastato. Nulla di grave, visto come sono andate le cose; ma siamo certi che l'azione verrà studiata, in questi giorni, per trovare delle contromisure. La squadra, come ci rivela anche Mattia Bottani, è consapevole di poter fare bene. Gli chiediamo se è d'accordo con noi sul fatto che il Lugano, finalmente, abbia trovato la forma fisica per poter correre tutti i 90': "Durante il ritiro spagnolo, ci siamo allenati bene. Dopodiché, non dobbiamo dimenticare che, nella stagione passata, avevamo l'impegno europeo, che ci ha portato via tantissime energie. Giocare di meno significa aver più tempo per recuperare, allenarsi al meglio. Ci aspetta ora qualche impegno infrasettimanale, ma siamo pronti" sono state le parole del numero 10 bianconero. Stessa risposta che ci avrebbe poi dato, alla stessa domanda, Mattia Croci-Torti, poco dopo in sala stampa. Anche Amir Saipi conferma l'analisi del capitano, aggiungendo che parte del benessere bianconero dipende anche dalla serenità del gruppo: "Ci alleniamo ma non solo: scherziamo, ci aiutiamo. In queste condizioni mentali è più facile fare bene". Tutto a posto quindi? Beh, un po' di nervosismo lo si tocca con mano, da Behrens che non saluta Koutsias al momento del cambio per arrivare a Steffen, che prende a pugni la panchina dopo essere stato sostituito. Il Crus, a fine partita, non sembra però preoccupato: "Non sono uno psicologo, e neppure m'interessa entrare troppo nel merito di questa faccenda. Ognuno hai i suoi tempi per elaborare certi fatti, e quello che m'interessa è che queste beghe non vadano a incidere sulla prestazione. Behrens ha segnato, per dire; e questo è il fatto che conta. Non credo farà mai interviste col sorriso nel prosieguo della sua carriera: ma nessuno glielo chiede, come nessuno vuole che si sia tutti amici. Si può giocare assieme senza esserlo". Dopodiché, Renato Steffen non ha mai amato essere sostituito, specialmente dopo aver giocato una partita di sacrificio, e in una posizione inusuale. Non sarà facile, insomma, per il Crus, che deve tra l'altro fare i conti con qualche malanno muscolare di troppo (capita, se vuoi rischiare: e su Marques il tecnico si è  assunto le sue responsabilità); però, chi è stato in vita sua in uno spogliatoio sa che la carica, se ben indirizzata, consente di ottenere risultati. E, quando si vince, la voglia di alzarsi il ditino ce l'hanno in pochi.