È finita l’ingloriosa avventura di Michal Cajkovsky in
Leventina. Il difensore ha espresso il desiderio di tornare in Slovacchia per
motivi personali, cosa che il club biancoblù ha evidentemente accettato. Dal
punto di vista strategico ingaggiare un terzo difensore straniero era una
decisione assolutamente condivisibile. Purtroppo la scelta caduta poco prima di
metà novembre si è rivelata fallimentare. Il 33enne si è presentato in
condizioni fisiche precarie e alla fine il suo apporto, nei pochi momenti dove
ha ricevuto la chance d’illustrarsi, è stato decisamente deficitario. Un vero
flop insomma. In sei partite non ha messo a referto nessun punto e soprattutto
ha avuto una statistica di -12. Da mani nei capelli: lento, inadeguato e
impreparato. Alla Coppa Spengler, ingaggiato dal Friborgo come “rinforzo”, era
stato schierato con il contagocce, proprio perché non aveva il livello. Sulla
qualità del giocatore non si discute, il palmares e la carriera parlano per
lui, ma senza una condizione fisica accettabile non si può pensare di fare una
bella figura nel nostro massimo campionato. Il lungo stop e le sue
caratteristiche si sono dunque scontrate con le esigenze richieste a uno
straniero. Parliamoci chiaro, nemmeno se avesse avuto il passaporto elvetico
sarebbe rientrato verosimilmente tra i titolari. Non c’è quindi più nulla da
aggiungere.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)