HC LUGANO
Attaccante cercasi!
Pubblicato il 25.01.2026 14:40
di Sandro Solcà
Il fine settimana appena concluso doveva fornirci delle risposte sulle reali ambizioni del Lugano e prontamente sono arrivate. Contro le due prime della classe sono arrivate altrettante sconfitte. Se quella della BCF Arena contro il Friborgo ha fruttato un sudatissimo quanto meritato punticino, non vi è stato nulla da fare contro un Davos giunto in Ticino riposato: fattore certamente importante ma non per questo determinante. Al termine delle due sfide di cartello possiamo dire che ai bianconeri manca ancora qualcosina per poter fronteggiare le migliori formazioni della lega, e, per le premesse di inizio stagione, va bene anche così.
I grigionesi hanno imposto sin dall’inizio la loro superiorità sia tecnica ma soprattutto fisica, asfissiando le poche folate offensive degli uomini di Mitell con un forechecking molto aggressivo nel proprio terzo difensivo, senza dar loro tempo di ragionare. Va detto che, all’apparenza, è sembrato che Fazzini e compagni hanno portato un rispetto eccessivo ad una squadra certamente più forte e completa in ogni reparto ma che nel corso di questi primi scorci di 2026 ha stabilizzato il proprio rendimento, complice un filotto impressionante di partite ravvicinate, inclusa la recente Coppa Spengler.
Cosa manca, in definitiva, a questo Lugano? L’assenza di Einar Emanuelsson è risultata più pesante di quanto ci si poteva aspettare, poiché lo svedese è in grado di garantire un certo equilibrio nella linea completata da Simion e Thürkauf che un seppur volenteroso Alessio Bertaggia non può dare. Quella che è emersa è la quasi totale improduttività del terzo blocco: Brendan Perlini è di fatto un tassello errato da parte di Janick Steinmann e Jiri Sekac è palesemente sul viale del tramonto. Il canadese con il disco sul bastone prende quasi sempre la decisione sbagliata mentre il ceco si contraddistingue solamente per la protezione del puck alle assi: troppo poco, in una squadra che ha affrontato due sfide fondamentali con soli quattro stranieri. Nota di merito, ancora una volta, per Ramon Tanner, che tra i due spicca per intelligenza di gioco e velocità di pensiero. Sia il Gottéron che il Davos hanno inoltre messo la museruola alla linea di Sanford, la quale è rimasta orfana di Lorenzo Canonica poco dopo il quarto punto grigionese.
Nel complesso, per una squadra che attualmente (e meritatamente) occupa la quarta piazza le sole 37 conclusioni verso la porta avversaria in due partite importanti per testarne il valore sono troppo poco. Urge andare alla ricerca di un attaccante straniero che porti una certa produzione offensiva in vista dei play-off, nella speranza che nei vari campionati europei ci sia un “caso Sgarbossa” pronto ad abbracciare la causa bianconera. Facile a dirsi, difficile a farsi, ad una decina scarsa di partite dal post-season…
(Foto Ticishot-Simone Andriani)