HC LUGANO
"La nostra intesa è una fortuna"
Pubblicato il 25.01.2026 16:17
di Doriano Baserga
Zach Sanford, nato a Salem nel Massachusetts il 9 novembre 1994, vanta una prestigiosa carriera in NHL condita da oltre 400 presenze e una Stanley Cup sollevata con i St. Louis Blues. Janick Steinmann lo ha portato a Lugano nell’estate scorsa e da allora abbiamo scoperto un giocatore completo nonché leader sia sul ghiaccio che nello spogliatoio. Da subito si è inserito a meraviglia nella piccola Lugano e ha capito immediatamente la filosofia di Tomas Mitell.
“Qui è tutto più a misura d’uomo rispetto agli Stati Uniti. Lugano è una cittadina molto bella, dove puoi vivere bene. Giocare ad hockey qui è un privilegio per noi stranieri. Io e la mia famiglia ci siamo subito adattati bene. Insomma, è stato un amore a prima vista. Inoltre, lo staff tecnico è davvero professionale così come la tutta la società. All’inizio mi son impegnato a capire la filosofia di Mitell e subito ho avvertito che qui si vuole costruire qualcosa di importante cercando di vincere il più possibile come stiamo facendo da inizio campionato. Abbiamo perso punti importanti a settembre ma dovevamo conoscerci e capire il gioco che voleva lo staff. Dopodiché abbiamo cominciato a fare punti giocando un buon hockey, partendo da una base difensiva solida.”
Nelle ultime due partite avete affrontato il Friborgo e il Davos primo e secondo con soli quattro stranieri: un handicap notevole. Secondo il tuo parere sono davvero le squadre più forti del campionato?
“Stanno dimostrando di esserlo. Ma noi, seppur giocando con due imports in meno, possiamo essere come loro. Abbiamo giocatori in grado di sostituire chiunque, non voglio inventare nessuna scusa per aver perso ma da queste due sconfitte dobbiamo trarre gli insegnamenti per migliorarci e far ancora meglio. Possiamo farlo perché anche noi siamo di un livello eccellente e quindi vogliamo giocarcela con tutti, Davos e Friborgo compresi. Sappiamo e vogliamo fare meglio.”
Significa che il Lugano può ambire al Titolo?
“Non sta a me dirlo ma vogliamo lottare fino alla fine per vincere. L’importante è dare tutto per squadra e giocare tutti uniti. In questo modo si possono ottenere anche risultati insperati.”
Sanford sa come si vince avendo vinto il titolo più prestigioso al mondo. Quindi la firma a Lugano è stata la conseguenza di un progetto vincente?
“Non ho avuto dubbi quando Steinmann mi ha proposto il rinnovo del contratto. Ho detto subito di sì perché, lo ribadisco, far parte di questa società è un privilegio e vivere a Lugano pure. Ora sono concentrato su questo campionato e vogliamo far sempre meglio. Stiamo aspettando anche Kupari che ci sta dando una grande mano negli allenamenti, speriamo di vederlo presto anche in partita. sarà importante per tutti noi.”
I tifosi sono molto caldi, ciò ti ha sorpreso?
“Sin dall’inizio, quando c’erano meno spettatori alle partite, ho apprezzato questo calore. È fantastico giocare con un ambiente del genere, soprattutto ora che la Cornèr Arena è quasi sempre piena. Il tutto ci aiuta a crescere e dare sempre tutto per questa maglia. Anche in trasferta, seppur in modo minore, i tifosi ci spronano portandoci molta energia positiva.”
Che idea ti sei fatto del nostro campionato? Ti aspettavi di diventarne un top player?
“Quando sono arrivato mi son messo subito a disposizione della squadra per dare il mio massimo apporto. Non penso ad essere un top player, ma un giocatore che vuole dare il massimo sia nella fase difensiva che in quella offensiva. Mi considero un giocatore “two ways” e tale voglio essere. Sul campionato svizzero, devo dire che è molto equilibrato e tutti possono vincere contro chiunque. Nessuna partita è facile e tutto va a vantaggio dello spettacolo.”
Per chiudere, sei un buongustaio della cucina ticinese? quale piatto preferisci?
“Mi piace tutto della vostra cucina ma la chinoise in compagnia è davvero speciale…”
Mai banale Zach Sanford, che nella sua disamina chiude con un elogio ai suoi due alfieri Canonica e Fazzini, dicendoci:
“Ci sono cose nella vita che non immagini mai. Avere al mio fianco Fazz e Lollo è stato una questione di fortuna. O meglio una chimica perfetta che ci identifica pur essendo tre giocatori completamente diversi…”
(Foto Ticishot-Simone Andriani)