È il giorno del quarto ed ultimo derby stagionale. In previsione della sfida che andrà in scena alla Gottardo Arena, abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con una leggenda dell'hockey svizzero quale Jörg Eberle, con uno sguardo a 360 gradi tra Lugano, Ambrì Piotta e squadre nazionali.
Jörg, anzitutto come stai? Di cosa ti occupi ora?
“Sto bene, grazie. Mi sto avvicinando alla pensione e
attualmente non sono legato ad alcun club. Sono però attivo saltuariamente per
la SIHF nell’ambito della formazione degli allenatori.”
Sei stato protagonista del Grande Lugano di Slettvoll,
ora sulla panchina bianconera siede un altro coach svedese, Tomas Mitell. Vedi
delle analogie con il Lugano che è stato e quello che si vuole costruire?
“In qualche modo sì, è chiaro che parliamo di due epoche
hockeistiche completamente differenti tra di loro, in quanto negli anni vi è
stata un’evoluzione netta su tutti i livelli. Come all'epoca si nota però una certa struttura di
gioco, è una squadra ben messa in pista e vi è chiara impronta nordica.”
Ti riconosci in particolare in qualcuno della rosa?
“Difficile fare dei paragoni. Le caratteristiche fisiche di Calvin
Thürkauf vanno però nella direzione di quelle che sono state le mie.”
Sei stato anche DS a Lugano, come valuti l’operato di
Janick Steinmann?
“Molto bene. È partito con buon un roster svizzero e già
ben delineato con i vari Zanetti, Simion e Bertaggia. I singoli poi vanno
trasformati in un gruppo e questo ha saputo farlo bene, con i risultati che
vediamo oggi.”
In qualità di responsabile del Settore Giovanile
bianconero hai visto crescere un giovanissimo Luca Fazzini: ti aspettavi che
sarebbe arrivato a questi livelli?
“Sicuramente. Già ai tempi aveva un grande talento e soprattutto
un ottimo fiuto del gol, dote non evidente e che se non hai dalla nascita è
difficile sviluppare.”
Nella classifica dei marcatori del club di tutti i tempi vi
separano “solo” 39 punti…
“Mi prenderà di sicuro, e mi farà anche molto piacere. I
numeri e i record sono fatti per essere battuti e spero possa arrivare questo
momento.”
Hai vissuto le ultime cinque stagioni nelle giovanili dell’Ambrì
Piotta. Conosci bene Lars Weibel, avete sia giocato che lavorato assieme: è l’uomo giusto?
“Avrà bisogno di tempo e di tutta un’organizzazione
solida, con un nuovo presidente e il CdA che gli metta le giuste basi per poter
lavorare bene, senza dimenticare la figura di Andreas Fischer. I risultati non
si vedranno comunque dall’oggi al domani.”
Capitolo nazionale: hai vissuto la generazione odierna nelle
varie selezioni minori, ti aspettavi tutti questi risultati positivi?
“Dalla prima medaglia d’argento nel 2013 le prestazioni sono
state costanti, può capitare di tanto in tanto di fare qualche mezzo passo falso
ma poi è importante tornare a fare step in avanti e i risultati si sono visti
negli ultimi anni. Si sta lavorando molto bene.”
Ti preoccupa la relegazione della U18 nel Gruppo B
mondiale?
“Chiaramente non è positivo, ma va detto che a livello
giovanile il primo obiettivo è sempre quello di rimanere nel Gruppo A, poi a
volte riesci a fare l’exploit e altre purtroppo no. I mondiali U18 e U20 sono
difficili e possono capitare delle annate storte, sarà importante ora ottenere
subito la promozione. Se guardiamo però il numero di tesserati nel nostro paese
e lo confrontiamo con quello delle altre nazioni, i risultati che stiamo
ottenendo sono di assoluto rispetto e questa non è una cosa evidente.”
Jan Cadieux è il sostituto ideale di Patrick Fischer?
“Questo si vedrà, è molto positivo che ci sia un altro
selezionatore svizzero per dare continuità alla filosofia e al tipo di gioco
costruito negli ultimi 15 anni. Prima si cercava di prendere spunto da altre scuole
hockeistiche, ora abbiamo un nostro DNA ed è importante mantenerlo.”
Per concludere, questa sera ci sarà il quarto derby
stagionale: te la senti di farci un pronostico?
“Guardando la classifica ovviamente il Lugano parte
favorito, resta comunque una partita di hockey e dev’essere giocata, può sempre
succedere di tutto…”
(Foto YouTube)