HC AMBRÌ PIOTTA
Nove anni di fedeltà dello schivo Matte
Pubblicato il 28.01.2026 14:35
di Marco Maffioletti
Nove anni nello stesso club per un coach o un assistente sono un’eternità. René Matte ad Ambrì, spesso lontano dai riflettori, li ha trascorsi senza quasi mai prendersi dei meriti. René è spesso stato erroneamente visto dal fuori un po’ come una sorta d’“intruso”, anche perché era uno dei pochi dello staff a non avere il sangue biancoblù nelle vene. Niente di più falso, malgrado non fosse un nativo del posto, lo svizzero canadese è sempre stato amato e apprezzato all’interno dell’ambiente sopracenerino. L’assistente di lungo corso di Luca Cereda fu scelto nel 2017 da Luca e Paolo Duca tra diversi candidati. A far pendere la bilancia dalla sua parte fu il suo know-how, il feeling positivo che emanava, la sua umanità e l’esperienza: già, perché il classe 1972 aveva già ricoperto questo ruolo per una decina d’anni a Friborgo. Per quasi un decennio ha curato la fase difensiva dei leventinesi. Lo ha fatto meticolosamente, con professionalità e impegno. Certo, come chiunque avrà fatto pure lui suoi errori, ma la sua dedizione alla causa non è mai mancata.
Tanti anni, qualche successo, su tutti la qualificazione alla CHL e la vittoria alla Coppa Spengler, qualche smacco. Il tutto senza mai perdere il sorriso e l’ottimismo, accompagnati da un tocco di sana autoironia che non guasta mai. Probabilmente incalcolabili i km percorsi a fare la spola tra la sua Friborgo e il Ticino in questi lunghi anni. René è sempre riuscito a sdoppiarsi, aveva il dono dell’ubiquità, tanto che spesso alle partite tra gli addetti al lavoro si facevano le battute: “ma siamo sicuri che sia lui oggi e non il suo gemello Louis?”.
Gli ultimi mesi, senza i compagni di avventura di sempre Duca e Cereda, non sono stati semplici per Matte, il quale però ha continuato imperterrito il suo lavoro, pur consapevole che il suo tempo alla Gottardo Arena stava ormai finendo. Ironia della sorte ha voluto che la sua ultima partita sulla panchina dell’Ambrì sia stata proprio a Friborgo. Forse un segno del destino.
Peccato per come sia finita, René avrebbe meritato un altro commiato, ma si sa, anche le storie più belle a volte terminano in maniera un po’ triste. Un punto finale che però non può scalfire o cancellare nove anni di lavoro, passione e affetto. 
(Foto Ticishot-Simone Andriani)