Il campo ha parlato, con i suoi verdetti inappellabili. E, a
differenza dello scorso anno, ha espresso più o meno i valori
attuali del calcio europeo. Cinque inglesi tra le prime otto (tra le
quali una, l'Arsenal, a punteggio pieno), Bayern e Barcellona. Unico
intruso il sorprendente Sporting Lisbona, fuori a sorpresa Real
Madrid e PSG, che pure ha preso a pallate il Newcastle nell'ultima
partita, ma senza venirne a capo. Le italiane? Tutte ai playoff, con
l'Inter vicinissima, per una serie di coincidenze favorevoli, a un
insperato passaggio tra le prime otto, vanificato dopo pochi minuti
dalla rete decisiva dei lusitani a Bilbao. Tuttavia, in ogni caso, i
milanesi sarebbero stati preceduti dal Real Madrid, il quale si è
inchinato al Benfica a Lisbona, per effetto della differenza reti. In
definitiva, quindi, le gerarchie del calcio europeo sono state
rispettate. Certo, l'eliminazione del Napoli campione d'Italia desta
quantomeno stupore. E le parole di circostanza di Conte, sbeffeggiato
sui social da tanti interisti, che fingono di non ricordare che il
leccese, poche stagioni fa, era alla guida della loro squadra, con la
quale ha vinto uno scudetto giocando negli stadi vuoti, lasciano
ormai il tempo che trovano. Certo, le assenze per infortunio;
ma, evidentemente, tutti questi malanni sono anche figli di una
preparazione atletica probabilmente inadeguata. Poi, il disastro di
Eindhoven: non è la prima volta che una squadra italiana subisce una
goleada in Champions (per informazioni citofonare Milano, viale della
Liberazione). Tuttavia, le circostanze sono di quelle che devono far
pensare. E oggi, staccato di nove punti in campionato, fuori
dall'Europa, Antonio Conte si ritrova in una situazione molto poco
invidiabile. Tra l'altro, a febbraio, in Coppa Italia, al Maradona,
arriva il Como di Fàbregas. In altre stagioni, sarebbe stata una
formalità: oggi, per questo Napoli, è un incubo.
CHAMPIONS
Conte, è un fallimento