Questa sera è in programma il quarto derby stagionale. Una
sfida all’insegna della curiosità visto l’esordio sulla panchina biancoblù di
Jussi Tapola. Il Lugano è ovviamente favorito, ma la presenza, appunto, del
nuovo coach dà al derby un tocco ulteriore di imprevidibilità. Anche se poi è
chiaro, il tecnico non potrà dare chissà che impronta anche perché in sostanza
non ha mai allenato il gruppo. Nella giornata di ieri il diesse a interim
Alessandro Benin ha svolto per l’ennesima volta la funzione del parafulmine,
rispondendo alle domande dei media in merito all’ingaggio di Tapola. Un “no
sense”, visto che il classe 1977 non ha voce in capitolo e non ha nessun potere
decisionale. Ed è proprio questo attualmente uno dei problemi più grandi dei
biancoblù. Le “risposte” di Benin in sostanza hanno sì fatto capire che dietro
alla decisione ci sia il nuovo direttore sportivo Lars Weibel (non è certo una
sorpresa), ma al momento ci si cela dietro al fantomatico detto “è la decisione
dell’Hockey Club Ambrì-Piotta”. Insomma, non c’è il condottiero, nessuno che si
prende le responsabilità e abbia la personalità di spiegare in maniera
esaustiva e convincente i motivi che hanno portato alla scelta del finlandese.
Tutto il contrario di quando c’era Paolo Duca e tutto il contrario di quanto
accade ora a Lugano, con Janick Steinmann che si accolla giustamente le
decisioni e ci mette la faccia. È davvero una situazione precaria ai piedi
della funicolare del Ritom in questo ambito. Tralasciando il timing e le
modalità del cambio in panchina, di cui si è già discusso, è ugualmente di
difficile comprensione la mancata presentazione di Jussi Tapola. Un nome
importante, con un pedigree e un vissuto da coach di prim’ordine. Il 51enne in
pratica è stato annunciato come un “no-name” di turno con il classico
comunicato e sarà a disposizione dei media solamente al termine del derby. In
un mondo ideale un ingaggio di tale portata sarebbe stato confezionato in
maniera minuziosa al fine di dare il giusto peso al personaggio. Con le debite
proporzioni è un po’ come se il FC Lugano ingaggiasse Massimiliano Allegri.
Peccato dunque, si è persa un’ottima chance per dare lustro al nuovo arrivato e
di conseguenza al club.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)