Dei quattro derby stagionali, quello andato in scena ieri
sera alla Gottardo Arena è stato certamente il più avvincente. Il 3-2 finale può
trarre in inganno, ma l’Ambrì Piotta ha saputo gestire quasi alla perfezione
tutti i momenti cruciali del match, dall’inferiorità numerica iniziale fino all’assalto
conclusivo di Fazzini e soci. È andata come ci si poteva attendere alla vigilia
insomma, con l’Ambrì affamato di punti, reduce da tre buone prestazioni e
fresco di un’ulteriore scossa – d’assestamento, si augurano i tifosi – e il Lugano che, come
già mostrato nelle precedenti uscite, sta probabilmente iniziando a pagare le
fatiche di un gennaio intenso. Tapola ha portato una ventata d’aria fresca ma allo
stesso tempo ha puntato sulla stabilità, a dimostrazione dei blocchi rimasti pressoché
invariati rispetto all’ultimo line-up di Landry e Matte.
A fare la differenza è stato soprattutto l’atteggiamento
messo sul ghiaccio dai leventinesi per tutto il match: di gran lunga il
migliore dell’intera regular season per costanza di rendimento e organizzazione
di gioco. È estremamente prematuro dire se ci sia
o meno la mano del tecnico finnico in questa vittoria. Il tempo che squadra e coach
hanno avuto per conoscersi è stato assai poco, ma sembrerebbe essere stato
sufficiente per impostare delle basi che andranno consolidate nella volata
finale. A volte basta poco, e per Tapola il solo curriculum parla da solo in
fatto di credibilità.