Jussi Tapola ha già conquistato un po’ tutto l’ambiente
biancoblù con il suo carisma frizzante e il suo sorriso. Lo avevamo scritto al
momento dell’annuncio del suo ingaggio: è un finlandese atipico, molto aperto e
disponibile. Il suo percorso di coach è noto, i suoi successi idem. Meno
conosciuta è la sua vita privata. Tapola è un appassionato di sport, gioca a
tennis e ama i cani. Padre di tre figli, di cui uno, il 17enne Miska, gioca in
qualità di difensore negli U18 del Berna ed è pure il capitano, il 51enne non
ha avuto un gran passato da giocatore, arrivando “solamente” alla lega cadetta
finlandese e appendendo in sostanza i pattini al chiodo a soli 25 anni.
All’attaccante mancavano il talento, la giusta attitudine e gli introiti,
25'000 all’anno, non erano certo da capogiro. Decise dunque di iscriversi
all’università e ottenne la formazione da maestro, cominciando poi a insegnare
in una scuola di ragazzi attorno ai 10 anni. Il mestiere di allenatore? Quasi
per caso. Tapola ricevette la richiesta in merito a una sua disponibilità a
dirigere una squadra di ragazzini. Il signor maestro accettò e da lì via ci
prese gusto, capì che quella era la sua strada. In seguito arrivò la
possibilità di diventare un coach professionista. Dapprima la gavetta con formazioni
giovanili e poi il grande salto verso la fortunata carriera che tutti
conosciamo. Il coach, oltre a palleggiare l’inglese, capisce pure il tedesco.
Si descrive come una persona spiritosa, testarda, ottimista e che chiede tanto
ai suoi giocatori. È un tecnico che non si fa problemi a cambiare il line-up
anche dopo una vittoria. “Never change a winning team” non è un suo principio
mi disse in un’intervista di due anni fa apparsa su Heshootshescoores. Le
regole per lui sono importanti, ma è conscio che in uno sport caotico come il
disco su ghiaccio a volte si possa sgarrare. Cresciuto in quel di Hyvinkää,
cittadina situata una cinquantina di chilometri a nord di Helsinki, per poi
trasferirsi a Tampere da adolescente, il coach è uno che non si fa problemi a
fare autocritica e ad ammettere gli errori. Una delle sue doti è l’umiltà.
Jussi Tapola si è in effetti sempre definito fortunato a essere al momento
ideale, nel posto giusto, in squadre forti e si ritiene un tecnico nella norma.
“Ci sono tanti bravi allenatori, ma basta una pessima decisione all’inizio
della carriera o un po’ di sfortuna, ed ecco che magari il treno è già partito
e non farai strada”. Questa è una sua dichiarazione rilasciata ai colleghi
di Slapshot nell’aprile del 2025. Insomma, una modestia che ben si sposa
con la realtà biancoblù. Chissà se il sorprendente matrimonio si protrarrà
oltre il termine della stagione corrente. Il futuro ce lo dirà, in ogni caso
sarà interessante osservare il suo modo di lavorare e conoscerlo ancora più da
vicino.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)