HC AMBRÌ PIOTTA
Conosciamo meglio Tapola
Pubblicato il 30.01.2026 08:48
di Marco Maffioletti
Jussi Tapola ha già conquistato un po’ tutto l’ambiente biancoblù con il suo carisma frizzante e il suo sorriso. Lo avevamo scritto al momento dell’annuncio del suo ingaggio: è un finlandese atipico, molto aperto e disponibile. Il suo percorso di coach è noto, i suoi successi idem. Meno conosciuta è la sua vita privata. Tapola è un appassionato di sport, gioca a tennis e ama i cani. Padre di tre figli, di cui uno, il 17enne Miska, gioca in qualità di difensore negli U18 del Berna ed è pure il capitano, il 51enne non ha avuto un gran passato da giocatore, arrivando “solamente” alla lega cadetta finlandese e appendendo in sostanza i pattini al chiodo a soli 25 anni. All’attaccante mancavano il talento, la giusta attitudine e gli introiti, 25'000 all’anno, non erano certo da capogiro. Decise dunque di iscriversi all’università e ottenne la formazione da maestro, cominciando poi a insegnare in una scuola di ragazzi attorno ai 10 anni. Il mestiere di allenatore? Quasi per caso. Tapola ricevette la richiesta in merito a una sua disponibilità a dirigere una squadra di ragazzini. Il signor maestro accettò e da lì via ci prese gusto, capì che quella era la sua strada. In seguito arrivò la possibilità di diventare un coach professionista. Dapprima la gavetta con formazioni giovanili e poi il grande salto verso la fortunata carriera che tutti conosciamo. Il coach, oltre a palleggiare l’inglese, capisce pure il tedesco. Si descrive come una persona spiritosa, testarda, ottimista e che chiede tanto ai suoi giocatori. È un tecnico che non si fa problemi a cambiare il line-up anche dopo una vittoria. “Never change a winning team” non è un suo principio mi disse in un’intervista di due anni fa apparsa su Heshootshescoores. Le regole per lui sono importanti, ma è conscio che in uno sport caotico come il disco su ghiaccio a volte si possa sgarrare. Cresciuto in quel di Hyvinkää, cittadina situata una cinquantina di chilometri a nord di Helsinki, per poi trasferirsi a Tampere da adolescente, il coach è uno che non si fa problemi a fare autocritica e ad ammettere gli errori. Una delle sue doti è l’umiltà. Jussi Tapola si è in effetti sempre definito fortunato a essere al momento ideale, nel posto giusto, in squadre forti e si ritiene un tecnico nella norma. “Ci sono tanti bravi allenatori, ma basta una pessima decisione all’inizio della carriera o un po’ di sfortuna, ed ecco che magari il treno è già partito e non farai strada”. Questa è una sua dichiarazione rilasciata ai colleghi di Slapshot nell’aprile del 2025. Insomma, una modestia che ben si sposa con la realtà biancoblù. Chissà se il sorprendente matrimonio si protrarrà oltre il termine della stagione corrente. Il futuro ce lo dirà, in ogni caso sarà interessante osservare il suo modo di lavorare e conoscerlo ancora più da vicino.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)