HC LUGANO
Più forti della stanchezza
Pubblicato il 31.01.2026 22:20
di Sandro Solcà
Dilaga il Lugano contro il Ginevra, e lo fa nel periodo conclusivo dopo due tempi segnati dall’equilibrio tra due squadre giunte a questo match prive di diverse energie psicofisiche, al termine di un mese di gennaio tanto prolifico quanto intenso per entrambe le formazioni.
Come contro i Lakers martedì scorso, ad incanalare la vittoria bianconera ci ha pensato il power-play. Il 2-1 di Sekac – prova finalmente convincente la sua – ha di fatto tarpato le ali alle Aquile, mai più rientrati in partita da lì al 60’. Un Lugano, come detto, a tratti visibilmente poco lucido, ad immagine del peggior Zach Sanford della stagione, protagonista di diversi svarioni decisamente non da lui. Al contrario, in grande spolvero il terzetto composto da Thürkauf, Simion ed Emanuelsson, con lo svedese sempre più imprescindibile nelle dinamiche di gioco di Mitell grazie alla sua intelligenza di gioco, unita all'energia e alle ottime doti di pattinaggio. Sontuosa, in particolare, la prova dell’attaccante valmaggese, autore di due reti e numerose occasioni nitide che, a posteriori, con un pizzico di altruismo in meno sarebbero potute sfociare in una meritata tripletta. Doppietta anche per Mirco Müller, la prima della sua carriera nonché tra le reti più facili, poiché entrambe sono state siglate a porta incustodita: clamoroso, sul primo gol, lo svarione di Stéphane Charlin, il quale ha ancora una volta dato conferma di una stagione contraddistinta da alti e bassi, anche nello stesso match. Sull'altro fronte, altra incoraggiante prestazione di Joren van Pottelberghe, ormai pienamente recuperato anche sul piano mentale.
Tre punti d’oro per il Lugano, che si assicura quantomeno la partecipazione ai play-in in virtù del distacco virtuale di 20 punti dal Bienne, undicesimo e con una partita da recuperare, quando al termine della regular season ne restano sei, ma soprattutto il lusso di poter andare alla pausa dedicata ai Giochi Olimpici forte del terzo posto in classifica. Uno scenario impensabile, fino a non molto tempo fa. Chapeau.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)