Dilaga il Lugano contro il Ginevra, e lo fa nel periodo
conclusivo dopo due tempi segnati dall’equilibrio tra due squadre giunte a
questo match prive di diverse energie psicofisiche, al termine di un mese di
gennaio tanto prolifico quanto intenso per entrambe le formazioni.
Come contro i Lakers martedì scorso, ad incanalare la
vittoria bianconera ci ha pensato il power-play. Il 2-1 di Sekac – prova finalmente
convincente la sua – ha di fatto tarpato le ali alle Aquile, mai più rientrati
in partita da lì al 60’. Un Lugano, come detto, a tratti visibilmente poco
lucido, ad immagine del peggior Zach Sanford della stagione, protagonista di
diversi svarioni decisamente non da lui. Al contrario, in grande spolvero il
terzetto composto da Thürkauf, Simion ed Emanuelsson, con lo svedese sempre più
imprescindibile nelle dinamiche di gioco di Mitell grazie alla sua intelligenza
di gioco, unita all'energia e alle ottime doti di pattinaggio. Sontuosa, in particolare, la
prova dell’attaccante valmaggese, autore di due reti e numerose occasioni nitide
che, a posteriori, con un pizzico di altruismo in meno sarebbero potute sfociare
in una meritata tripletta. Doppietta anche per Mirco Müller, la prima della sua
carriera nonché tra le reti più facili, poiché entrambe sono state siglate a
porta incustodita: clamoroso, sul primo gol, lo svarione di Stéphane Charlin,
il quale ha ancora una volta dato conferma di una stagione contraddistinta da
alti e bassi, anche nello stesso match. Sull'altro fronte, altra incoraggiante prestazione di Joren van Pottelberghe, ormai pienamente recuperato anche sul piano mentale.
Tre punti d’oro per il Lugano, che si assicura quantomeno la
partecipazione ai play-in in virtù del distacco virtuale di 20 punti dal Bienne,
undicesimo e con una partita da recuperare, quando al termine della regular
season ne restano sei, ma soprattutto il lusso di poter andare alla pausa
dedicata ai Giochi Olimpici forte del terzo posto in classifica. Uno scenario impensabile, fino a non molto tempo fa. Chapeau.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)