Giovanni Morini, gladiatore della quarta linea e uomo del
destino poco meno di un anno fa nel girare la serie con l’Ajoie. Oggi è felice
di questo Lugano e della chiamata da parte della nazionale italiana per
disputare i Giochi Olimpici a due passi da Como, città in cui ha iniziato l’avventura
di giocatore di hockey:
“Partire per le Olimpiadi sapendo che praticamente
abbiamo blindato i play-off diretti è una bella sensazione e uno stimolo per
far bene alle Olimpiadi. Meritiamo il terzo posto anche se continuiamo a
mantenere massima la concentrazione e al rientro dalla rassegna a cinque cerchi
dovremo preparare al meglio il post-season nelle sei partite che ci rimarranno.
Contro il Ginevra, a mio avviso candidato al titolo, abbiamo dimostrato una
reazione da grande squadra dopo la serata no di Ambri.”
Giocherai a pochi passi da casa: uno stimolo in più…
“Vero, la location delle partite è molto vicina a casa
mia e avrò il sostegno della mia famiglia e degli amici. Spero che vada tutto
bene nella preparazione a Bolzano e che possa finalmente giocare queste
Olimpiadi. Un anno fa non ci speravo più dopo il grave infortunio che mi aveva
costretto a star fuori praticamente 12 mesi. È stato durissimo quel periodo ma
ti rafforza dentro. In definitiva riesci a diventare più forte, e forse quella
rete contro i giurassiani nel play-out mi ha dato la consapevolezza di poter
tornare quello di prima, ancora più forte nello spirito. Il Lugano mi ha
aspettato e ora sto cercando di dare tutto me stesso, dapprima con la maglia
azzurra, poi con quella del mio club, al quale devo molto.”
Ci sarà un bel numero di italiani protagonisti in
National League. Significa che la colonia di azzurri in questo campionato è di
prim’ordine…
“Certamente, tutti quanti si sono meritati la
convocazione e ho trovato in particolare De Luca molto in forma. Sappiamo come
giochiamo e questo potrà essere un vantaggio sul ghiaccio.”
Cosa potrà fare l’Italia contro le squadre imbottite di
grandi giocatori della NHL?
“Non so dirti cosa ci spetterà. Di sicuro daremo tutto
per il nostro paese e cercheremo di riportare l’entusiasmo di questo sport
nella vicina penisola, come accadde dopo le Olimpiadi di Torino nel 2006.
Fondamentale sarà conquistare nuovi tifosi e ragazzini che vorranno
intraprendere questo magnifico sport. Sarà questo il nostro compito e sono
certo che chi ci seguirà non se ne pentirà.”
Non ci resta che augurarti buona fortuna, guerriero!
(Foto Ticishot-Simone Andriani)