Il Lugano va alla pausa olimpica in terza posizione, con la
miglior difesa assieme allo ZSC, un percorso in progressione costante da
ottobre e solo in parte rallentato nelle ultime settimane da alcuni infortuni
ed una normale stanchezza di alcuni elementi trascinanti. Su tutti Sanford e
Fazzini.
La verità sta nel centro, quella posizione che vale un
playmaker nel basket, un quarterback nel football. La scorsa stagione i
bianconeri avevano carenze enormi in quel ruolo, dal capitano Thürkauf fuori per
tre mesi e poi sempre in rincorsa di una condizione adeguata, a Giovanni
Morini, tornato solo a gennaio dall’ennesimo grosso infortunio. Aggiungi in
quella posizione le due intuizioni di Steinmann (Sanford e Tanner), ed ecco che
da squadra da playout la ritrovi al terzo posto. Mitell con grande sagacia lo
ha capito subito, ha lavorato su un sistema solido in difesa, si è dato tempo
all’inizio, ha riproposto giocatori come Dahlström nelle sue certezze, ha
costruito le fondamenta conscio che aveva mattoni solidi come Calvin e
Giovanni, due uomini che rendono anche il boxplay più granitico. Aggiungi
inoltre il rientro misurato, anche aspettato dopo una partita a Davos da
dimenticare, di Joren Van Pottelberghe, un portiere nel giro della nazionale
pure reduce da una stagione “off”, da infortunato, che ha dato sicurezza ed una
sana concorrenza con Schlegel, due portieri che si stimano e si “spingono” a
migliorarsi in simbiosi.
Il Lugano ha rapidamente ritrovato quel DNA che già aveva,
perché non tutte le scelte passate furono sbagliate. Aggiungi un Dario Simion
che assieme ad Emanuelsson (uno stantuffo inesauribile) ha creato col capitano
una grande omogeneità, un Lollo Canonico divenuto “adulto”, determinante, con
Sanford e Fazzini, un quarto blocco inesauribile, ed ecco che il terzo posto è
una logica conseguenza meritata.
Dove migliorare? Nel powerplay! Con l’uomo in più il Lugano
è ottavo nella Lega, con quell’apporto che Sekac e Perlini ti fanno “annusare”
ma non sempre consumare. Perché in fondo è bello parlarne. Oltre ai playoff
diretti quasi acquisiti, c’è voglia di prolungare la stagione il più a lungo
possibile. Rendere il centro di gravità bianconero permanente.
(Foto Ticishot-Simone Andriani)