La pausa olimpica è arrivata anche per l’Ambrì Piotta, con i
fari puntati sul Kloten in questa domenica che ha visto gli aviatori imporsi
sul Bienne all’overtime, scavalcando nuovamente i biancoblù.
Tempo, come ha detto Tapola ai nostri microfoni dopo la
partita di Langnau (persa sì, ma con alcune attenuanti come la quarta partita
in sei giorni, calendario folle) di fare un reset, staccare per una settimana e
poi valutare ogni opzione con ogni giocatore a disposizione nel roster, Muggli
ed Hedlund compresi. Sembra di rivivere la parentesi di Gordie Dwyer, colui che
fece la vera rivoluzione nel 2017 “dentro” lo spareggio con il Langenthal. Finì
con la salvezza e l’addio, seguito dall’arrivo di Cereda. Cosa succederà ora?
Tante, troppe, incognite. In realtà dopo la sconfitta a Langnau solo la
salvezza conta, mentre tutto è da ridefinire ai vertici a partire dall’8
febbraio.
Sul ghiaccio Tapola ha vinto un derby ed ha provato a sfatare
quel tabù che va avanti da ben otto partite, tante ne sono trascorse da quel 2 febbraio
di due anni fa, giorno in cui l’Ambrì batté per l’ultima volta i Tigers. Il 51enne
ha provato i due difensori stranieri in PP (incassando un goal in shorthand),
ha spostato quello che è evidentemente emerso come un problema: Chris Tierney,
primo centro straniero lento, saltato come un birillo sull’1 a 0 di Petersson
dal giovane talento Felcman (tanta roba) ed in formato bradipo su alcuni 2
contro 1 sprecati. Il nuovo coach finlandese a fine partita si è presentato ai
media lucido, conscio di quanto funziona e quanto no. Novità? Nessuna, già ci
erano passati Cereda e Landry. Semplicemente sarà da capire se il nuovo vangelo
sarà digerito, letto ed implementato da chi va sul ghiaccio. Conscio che le
scelte poterebbero essere anche radicali. Un reset, come detto da Tapola
stesso.