CAMPIONATO ITALIANO
Il Milan vuole rispondere all'Inter
Pubblicato il 03.02.2026 07:31
di Silvano Pulga
In attesa di Bologna-Milan, rinviata a questa sera (una rarità giocare di martedì sera in campionato), la Serie A prende atto della fine del mercato invernale e del mancato rinforzo delle avversarie dell'Inter. Va detto che molti tifosi nerazzurri avrebbero voluto vedere la propria squadra attiva, ma la realtà imposta dal fondo Oaktree è stata pragmatica: possono arrivare nuovi elementi (si parlava, tra gli altri, di un ritorno di Ivan Perišić, lasciato partire nel 2022 a parametro zero perché ritenuto di età troppo avanzata), ma a costi contenuti. Certo, si parla della possibilità di un futuro ingaggio importante: ma che fosse a gennaio, appariva quantomeno improbabile. Marotta lo aveva annunciato chiaramente che la rosa era difficilmente rinforzabile (rispettando quei parametri, ça va sans dire), ed è stato di parola, anche se il popolo nerazzurro sperava fosse pretattica: ma che questa Inter, nonostante i punti deboli più volte evidenziati, abbia lo scudetto in tasca già oggi, è un dato di fatto. Dal punto di vista del gioco, i milanesi sono superiori: e il collettivo ha il grande merito di tamponare i limiti di alcune individualità di secondo piano, che i tifosi vorrebbero vedere sostituiti da giocatori di spessore. I quali hanno costi importanti, che la proprietà, oggi, non si sente di sopportare. Soprattutto considerando che il campo sta parlando, perlomeno in Italia, in modo inequivocabile. Certo, il Napoli senza Europa, e magari recuperando alcuni infortunati, potrebbe ritornare temibile. Tuttavia, a preoccuparsi dovranno essere più le squadre in lotta per i rimanenti tre posti in Champions che i nerazzurri, avanti nove lunghezze rispetto ai partenopei, con i quali non dovranno più giocare scontri diretti. Si dirà che i nerazzurri potrebbero avere una flessione più avanti, viste le sovrapposizioni d'impegni; però, per venire raggiunti dalle rivali sarebbe necessario un crollo vero e proprio, che oggi ci sentiamo di escludere in modo assoluto. Il Milan aveva illuso i tifosi (e, probabilmente, anche l'allenatore) col possibile arrivi di Mateta, bocciato alle visite mediche (ma non era già successo con Boniface?): una soluzione che, se da una parte salva politicamente la dirigenza rossonera, dall'altra rivela la totale mancanza di un piano B. I colleghi che ieri erano a Milanello ci raccontano di prove di formazione senza nessuna delle punte titolari (Rafa Leão, Christian Pulisic e Niclas Füllkrug) e con il rossocrociato Athekame al posto di Saelemaekers, indisponibile. Vero che il tedesco potrà sicuramente subentrare a partita in corso, nonostante gli acciacchi: ma tutto questo è la prova che, quest'anno, il Milan per lo scudetto non c'è, al netto di un distacco in classifica meno importante rispetto ad altre, nonostante uno scontro diretto ancora da giocare, e l'assenza d'impegni europei. La sconfitta della Roma ieri a Udine avrà sicuramente fatto piacere a Luciano Spalletti, mentre saranno aumentati i rimpianti per Cesc Fàbregas: dopodiché, siamo curiosissimi di vedere cosa faranno i lariani a Milano e Torino sponda bianconera, rispettivamente il 18 e 21 di questo mese. Per il Como, si tratterà di due esami di maturità, che andranno in qualche modo a dare un'idea del livello di quel percorso di crescita citato dal tecnico catalano a ogni fine partita.