In attesa di Bologna-Milan, rinviata a questa sera (una rarità
giocare di martedì sera in campionato), la Serie A prende atto della
fine del mercato invernale e del mancato rinforzo delle avversarie
dell'Inter. Va detto che molti tifosi nerazzurri avrebbero voluto
vedere la propria squadra attiva, ma la realtà imposta dal fondo
Oaktree è stata pragmatica: possono arrivare nuovi elementi (si
parlava, tra gli altri, di un ritorno di Ivan Perišić, lasciato
partire nel 2022 a parametro zero perché ritenuto di età troppo
avanzata), ma a costi contenuti. Certo, si parla della possibilità
di un futuro ingaggio importante: ma che fosse a gennaio, appariva
quantomeno improbabile. Marotta lo aveva annunciato chiaramente che
la rosa era difficilmente rinforzabile (rispettando quei parametri,
ça va sans dire), ed è stato di parola, anche se il popolo
nerazzurro sperava fosse pretattica: ma che questa Inter, nonostante
i punti deboli più volte evidenziati, abbia lo scudetto in tasca già
oggi, è un dato di fatto. Dal punto di vista del gioco, i milanesi
sono superiori: e il collettivo ha il grande merito di tamponare i
limiti di alcune individualità di secondo piano, che i tifosi
vorrebbero vedere sostituiti da giocatori di spessore. I quali hanno
costi importanti, che la proprietà, oggi, non si sente di
sopportare. Soprattutto considerando che il campo sta parlando,
perlomeno in Italia, in modo inequivocabile. Certo, il Napoli
senza Europa, e magari recuperando alcuni infortunati, potrebbe
ritornare temibile. Tuttavia, a preoccuparsi dovranno essere più le
squadre in lotta per i rimanenti tre posti in Champions che i
nerazzurri, avanti nove lunghezze rispetto ai partenopei, con i quali
non dovranno più giocare scontri diretti. Si dirà che i nerazzurri
potrebbero avere una flessione più avanti, viste le sovrapposizioni
d'impegni; però, per venire raggiunti dalle rivali sarebbe
necessario un crollo vero e proprio, che oggi ci sentiamo di
escludere in modo assoluto. Il Milan aveva illuso i tifosi (e,
probabilmente, anche l'allenatore) col possibile arrivi di Mateta,
bocciato alle visite mediche (ma non era già successo con
Boniface?): una soluzione che, se da una parte salva politicamente la
dirigenza rossonera, dall'altra rivela la totale mancanza di un piano
B. I colleghi che ieri erano a Milanello ci raccontano di prove di
formazione senza nessuna delle punte titolari (Rafa Leão, Christian
Pulisic e Niclas Füllkrug) e con il rossocrociato Athekame al posto
di Saelemaekers, indisponibile. Vero che il tedesco potrà
sicuramente subentrare a partita in corso, nonostante gli acciacchi:
ma tutto questo è la prova che, quest'anno, il Milan per lo scudetto
non c'è, al netto di un distacco in classifica meno importante
rispetto ad altre, nonostante uno scontro diretto ancora da giocare,
e l'assenza d'impegni europei. La sconfitta della Roma ieri a Udine
avrà sicuramente fatto piacere a Luciano Spalletti, mentre saranno
aumentati i rimpianti per Cesc Fàbregas: dopodiché, siamo
curiosissimi di vedere cosa faranno i lariani a Milano e Torino
sponda bianconera, rispettivamente il 18 e 21 di questo mese. Per il
Como, si tratterà di due esami di maturità, che andranno in qualche
modo a dare un'idea del livello di quel percorso di crescita citato
dal tecnico catalano a ogni fine partita.
CAMPIONATO ITALIANO
Il Milan vuole rispondere all'Inter