CALCIO
"L'esclusione della Russia va rivista"
Pubblicato il 03.02.2026 08:17
di A. L.
Infantino indossa le vesti del pacificatore, è convinto: la forza del pallone è maggiore di quella della diplomazia. Ha ribadito che il premio della pace concesso a Trump è più che meritato. Ha, inoltre, criticato chi intende boicottare il prossimo Mondiale. E poi ha parlato della Russia, questo il suo pensiero: “La scelta di escludere la Russia dalle competizioni calcistiche va assolutamente rivista”. Sostiene che sia necessario revocare il divieto, in vigore a partire dal 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. Questo provvedimento drastico “ha solo creato più frustrazione e odio”. Il suo intento è prettamente umanitario: “Permettere ai ragazzi e alle ragazze della Russia di giocare a calcio in altre parti d'Europa sarebbe d'aiuto”. È conscio della forza del suo potere, e afferma: “Qualcuno deve mantenere aperti i legami”. La sua idea è quella di rivedere la normativa della Fifa, ritiene che un Paese non possa essere escluso dalle competizioni a causa delle politiche dei suoi leader politici. E conclude ecumenico: “Credo che, nel nostro mondo diviso e aggressivo, abbiamo bisogno di occasioni in cui le persone possano incontrarsi e condividere la passione per il calcio”. Così parlò Infantino. Si conferma la tesi: il calcio è la continuazione della politica con altri mezzi. Il Presidente si sente quasi invincibile, è un decisionista, convinto delle sue scelte e delle sue decisioni. Poco importa della formula delle qualificazioni ai limiti del credibile, poco importa l'organizzazione della manifestazione data a più Paesi, con criteri discutibili. È consapevole della forza del football, quando l'arbitro fischia e la palla comincia a rotolare tutte le discussioni sono sospese, anzi rimandate. E il povero calcio rimane vittima della sua popolarità, della sua capacità di attrarre e concupire.