AC BELLINZONA
Un'assemblea da "tutti contro tutti"
Pubblicato il 03.02.2026 08:38
di Enrico Lafranchi
È stata un'assemblea forte, per certi versi verbalmente violenta, quella di ieri sera dell’Associazione Calcio che ha visto Brenno Martignoni gettare, per così dire, la spugna siccome ritenuto “persona scomoda” (per sua stessa ammissione) dalla nuova proprietà. Nuovo presidente Shpetim Krasniqi, Direttore generale della prima squadra.
Molta carne al fuoco, avremo modo di tornarci sopra, il peggio è successo quando è intervenuto Pablo Bentancur che si è ‘scagliato’ contro la Città, rappresentata in aula (auditorium BancaStato), dal vicesindaco Fabio Käppeli e dal direttore di Bellinzona Sport Andrea Laffranchini. La ‘bagarre’ è scaturita per la scelta del calcio d’élite nel Sopraceneri voluta dal FC Lugano previo accordo con l’US Giubiasco, con il beneplacito - a suo dire - della Città.
Brenno Martignoni Polti ha chiarito la situazione accennando a “trattative effettivamente partite dal Lugano, club ‘faro’ del cantone, in quanto incaricato direttamente dalla SFL”. Vero però che Il Lugano ha fatto delle proposte alla SA e non all’Associazione: “Si tratta di un modo d’agire che riteniamo del tutto inaccettabile per noi (cioè l’Associazione)”.
Il presidente (ormai ex) a muso duro: “Lo dico con il cuore. In Ticino ci sono due squadre che vanno mantenute, anzi sono quattro: ci sono il Lugano e l’Ambri Piotta, e c’è il Lugano e il Bellinzona. E il Bellinzona non è per nulla tenuto ad abbassare la testa per il fatto che in questo momento il Lugano calcio ha un finanziatore importante e il Bellinzona non è messo benissimo. Questa è la conseguenza. Quindi basta insulti su manifesti anche nei miei riguardi dicendo che non ho fatto questo e quello. I miei interessi - cita l’ultimo ‘volantino’ distribuito a BancaStato dai Boys 2005 - sarebbero stati di andare avanti con la mia azienda privata e non di consacrare ore e ore alla società che peraltro ho nel cuore da una vita: e me ne rallegro apertamente!”..
Il piatto forte della serata sono però stati i toni dell’intervento di Bentancur (ne tralasciamo i ‘dettagli’ per plausibili motivi), controbattuto energicamente da Laffranchini:
“Le accuse fatte dal signor Bentancur non sono assolutamente accettabili. I rapporti con Bentancur sono sempre stati molto complicati e poco rispettosi. Preciso che al signor Martin Blaser avevamo chiesto a più riprese di rivedere questa decisione e darci un’opportunità”.
Anche Martignoni Polti è sulla stessa linea: “Abbiamo cercato di salvare il partenariato, ci aspettavamo dalla città per la bocca e per la penna del vicesindaco e del sindaco la conferma che i campi di Giubiasco non li avrebbero concessi in quanto preservati per l’ACB. Questa conferma non è però mai arrivata. A Blaser stesso avevo detto che è inammissibile che il nostro Municipio non dia la priorità all’Associazione Calcio Bellinzona e la conceda all’Unione Sportiva Giubiasco: con tutto il rispetto, ovviamente, per questa società”.
La reazione di Fabio Käppeli non si è fatta attendere:
“Sarò breve, non volevo intervenire dal momento che questa assemblea mi sembra incamminata su un evolversi alquanto disordinato. Ciò dimostra che le dinamiche in casa ACB hanno ancora qualche scoglio da dover superare. Questo ci dispiace e ci preoccupa pure perché con il calcio dei giovani vorremmo poter lavorare meglio. Solo una precisazione a Brenno: di incontri ne abbiamo fatti diversi sia come Bellinzona Sport, sia come città. Se il Lugano ha ricevuto questo incarico da parte della SFL è per la forza che possiede oggi (il vicesindaco allude probabilmente anche al nuovo stadio AIL Arena, nella capitale siamo rimasti a ‘Bellarena’, ‘Dai Ticino’ e con quei pochi tifosi, in questa parte della stagione, intirizziti dal freddo sugli spalti…).
“Comunque sia, la priorità di Bellinzona Sport e della Città era di mantenere il calcio d’élite nel Bellinzonese. Purtroppo siamo confrontati con questa realtà magari anche amara, bisogna però considerare la politica reale che abbiamo dovuto prendere per salvare quello che si poteva salvare (insomma, all’insegna di ‘ci salvi chi può, ndr)”.
Brenno Martignoni Polti ha ribattuto la presa di posizione di’ Käppeli, incavolato del fatto che il calcio d’élite è passato all’USG “presieduta da Pietro Minotti che fino a poco tempo fa faceva gli interessi dell’ACB: questo il Municipio lo sapeva!”.
Tante parole e anche contestazioni e polemiche. Non è stata spesa una parola per la squadra che sta giocandosi, con la forza della disperazione, la permanenza in Challenge League. Ci ha pensato Marco Conedera, brillante presidente del giorno ed ex presidente del Club dei 100, a formulare in chiusura un caloroso augurio alla squadra di Beppe Sannino. Insistiti applausi da parte dei presenti, una sessantina di persone.