E così la Swiss Football League ha preso posizione sul caso
Neuchâtel Xamax: i neocastellani, che si erano presentati a Bellinzona con una
squadra composta da soli giovanissimi, sono stati pesantemente redarguiti dalla
massima istituzione del nostro calcio.
Di più, per il momento, non si poteva fare. Il regolamento non contempla squalifiche o multe: nessuno ci aveva mai pensato.
Lo Xamax, approfittando della “scusa” della partita di questa sera in Coppa contro l’Yverdon, ha schierato una squadra giovane che gli permetterà di guadagnare qualche soldino, in virtù del trofeo Under 21 che premia i club che danno più spazio ai giovani. Insomma, se la Challenge League è nata per essere (anche) una lega formatrice, è decisamente scorretto usarla per lucrare sulle spalle dei giovani. Anche perché si rischia di falsare (se non è già stato fatto) il campionato, suscitando poi la reazione stizzita degli altri club, com’è stato il caso del presidente del Rapperswil Delli Colli, tra l’altro sponsor, con le sue pizzerie Dieci, dell’intero campionato.
E ora che si fa? Non si possono cambiare regolamenti (che non esistono) in corsa, e allora è meglio pensare al futuro. Non sarà facile piantare paletti e obbligare le squadre a schierare giocatori “over”: sarebbe un bel controsenso! Al massimo si potrebbe pensare di mettere un tetto al premio per partita: basterà?
Un'altra soluzione potrebbe essere quella di agire sulla formula del campionato, introducendo almeno in Challenge League i playoff. La prima va direttamente in Super League e dalla seconda alla quinta ci si gioca il posto valido per lo spareggio. Potrebbe essere un modo per tenere tutti (o quasi) sulla corda ed evitare che a gennaio squadre come Xamax, Stade Losanna e ormai pure l’Yverdon, non abbiano più nulla da dire.
Ed evitare, forse, casi come quello dello Xamax.
Di più, per il momento, non si poteva fare. Il regolamento non contempla squalifiche o multe: nessuno ci aveva mai pensato.
Lo Xamax, approfittando della “scusa” della partita di questa sera in Coppa contro l’Yverdon, ha schierato una squadra giovane che gli permetterà di guadagnare qualche soldino, in virtù del trofeo Under 21 che premia i club che danno più spazio ai giovani. Insomma, se la Challenge League è nata per essere (anche) una lega formatrice, è decisamente scorretto usarla per lucrare sulle spalle dei giovani. Anche perché si rischia di falsare (se non è già stato fatto) il campionato, suscitando poi la reazione stizzita degli altri club, com’è stato il caso del presidente del Rapperswil Delli Colli, tra l’altro sponsor, con le sue pizzerie Dieci, dell’intero campionato.
E ora che si fa? Non si possono cambiare regolamenti (che non esistono) in corsa, e allora è meglio pensare al futuro. Non sarà facile piantare paletti e obbligare le squadre a schierare giocatori “over”: sarebbe un bel controsenso! Al massimo si potrebbe pensare di mettere un tetto al premio per partita: basterà?
Un'altra soluzione potrebbe essere quella di agire sulla formula del campionato, introducendo almeno in Challenge League i playoff. La prima va direttamente in Super League e dalla seconda alla quinta ci si gioca il posto valido per lo spareggio. Potrebbe essere un modo per tenere tutti (o quasi) sulla corda ed evitare che a gennaio squadre come Xamax, Stade Losanna e ormai pure l’Yverdon, non abbiano più nulla da dire.
Ed evitare, forse, casi come quello dello Xamax.
(Foto Filippo Zanovello)