HC AMBRÌ PIOTTA
"Chi ha fatto quaquaqua, non ha fatto zenzenzen..."
Pubblicato il 06.02.2026 10:03
di Red.
A distanza di un paio di settimane, Filippo Lombardi è tornato a Fuorigioco per parlare del suo addio dalla presidenza dell’Ambrì Piotta. Sarà ufficiale domenica, quando verrà nominato un nuovo presidente, ma almeno “sul ghiaccio”, a Langnau è stata la sua ultima partita.
“Spiace aver chiuso con una sconfitta, ma almeno in casa ho chiuso bene, con la vittoria in un derby. Esattamente come avevo fatto 17 anni fa, nella mia prima partita”.
Da presidente onorario, vuole continuare a contribuire al bene dell’Ambrì: “Mi concentrerò su altri aspetti e abbandonerò la funzione che avevo prima, che portava con sé anche un gran bel peso”.
Era arrivato il momento giusto dopo 17 anni: “Non è stata tanto l’ostilità che ho sentito nei miei confronti, in quanto ho sempre avuto amici e nemici, questo succede se una persona non è un lombrico ma ha un minimo di personalità. Ho però capito che la mia presenza stava rischiando di dividere l’Ambrì, mentre in tutti questi anni ho sempre cercato di unire le forze”.
Con il cambio di presidenza, ci sarà un nuovo slancio? “La novità porta sempre le persone a prendere coscienza delle nuove responsabilità: è un po’ quello che succede quando si cambia allenatore e all’inizio c’è sempre una scossa”.
Lombardi non si sbottona sul nome del nuovo presidente: “Domenica verranno proposte buone soluzioni, sono fiducioso per il futuro dell’Ambrì. Gli urani? Un mito, finora non hanno messo un centesimo. Speriamo facciano la loro parte, così come i ticinesi”.
Ci sarà un aumento di capitale, ma Lombardi lancia comunque una frecciatina a chi aveva fatto promesse apparentemente non mantenute: “Chi ha fatto quaquaqua, finora non ha fatto tsetsetse”, mimando il gesto dei soldi (come si vede nell'immagine di Teleticino). Del vecchio comitato resteranno Frigerio, Sormani e Albisetti: “Non hanno inoltrato le dimissioni e perciò, almeno sino a luglio, quando dovrebbe esserci l’assemblea ordinaria, rimangono nel Cda”.
Lombardi si commiata con un sorriso e dà appuntamento a domenica, quando l’Ambrì entrerà in una nuova èra. Senza di lui, e con la curiosità di capire chi sarà il suo successore, per un incarico, come dice, “pesante, che non si assume a cuor leggero”.
Vedremo chi sarà così coraggioso di farlo.